Le linee guida per il nuovo Anno Associativo delle Acli Venezia

Le Acli di Venezia protagoniste di una nuova stagione di confronto tra Cittadini, Istituzioni e Associazioni per fornire soluzioni ai problemi del territorio veneziano. Le linee guida delle Acli nelle parole di Paolo Grigolato, Presidente delle Acli di Venezia, durante l’apertura del nuovo Anno Associativo.

“Il 10 novembre a Marghera abbiamo tagliato idealmente il nastro del nuovo Anno Associativo delle Acli Provinciali di Venezia.

Lo abbiamo fatto consapevoli delle preoccupazioni che attraversano molti settori del nostro vivere quotidiano, legate anche alla profonda disaffezione dei cittadini ancorché soprattutto di moltissimi giovani, alla Cosa Pubblica sia in riferimento al prendersi carico della gestione della stessa, sia nel porsi in maniera esclusivamente critica e oppositiva alla stessa e al negare lo sforzo tipico delle democrazie, di lavorare assieme per il bene comune.

Le Acli, come tanti altri corpi intermedi che hanno vissuto una stagione storica importante nella quale si sono poste come fruttuoso strumento tra i cittadini e le istituzioni, vivono anch’esse questa crisi profonda fatta soprattutto di difficoltà ad intercettare la partecipazione.

Sono però fermamente convinto che non abbiamo più tempo per piangerci addosso, ma invece dobbiamo tornare ad essere propositivi per avviare assieme ai cittadini, alle Associazioni, alle Istituzioni una nuova stagione di confronto, finalizzata a fornire nuove e altre soluzioni ai gravi problemi che stiamo vivendo.

Questo è lo spirito che ci deve abitare in questo momento che seppur pieno di incertezze, non può far venir meno il nostro contributo sia interno nei nostri confronti, per fare sempre meglio sia i nostri servizi che l’Associazione, sia rivolto verso l’esterno per il ruolo che deve sempre appartenerci, di contribuire a migliorare la nostra società.

E quindi questo nuovo Anno Associativo ci vedrà ancora impegnati a partire dalla questione migrazioni che sta preoccupando in modo esasperato tutta la nostra società. Il voler parlare di migrazioni non si spiega nell’ambito di un buonismo generico del quale a volte veniamo tacciati, ma in una onesta lettura di questo fenomeno che avviene alla fine di un’epoca contrassegnata da sempre maggiori e sproporzionate differenze tra una parte del mondo ricca e l’altra parte devastata da miseria guerre e nella quali non esiste ancora la condizione di democrazia che per fortuna ormai da settant’anni viviamo. In questa logica la disperata transumanza da parte di chi non avendo nulla da perdere è attratto inesorabilmente dall’approdare nei nostri territori, nella speranza di risolvere le questioni che ad oggi privano la possibilità di una vita dignitosa fatta non solo dall’assenza di guerra, ma dalla possibilità di avere un pasto ogni giorno.

La rilevanza che il tema delle migrazioni internazionali ha assunto per la coesione sociale in Italia e in Europa, impone anche a tutti un supplemento di riflessione, che rilegga ed eventualmente reinterpreti l’organizzazione, in una società fortemente multiculturale, socialmente segmentata e resa ancor più frammentata da otto anni di crisi economica.

Sono appena tornato dall’ennesima missione a Sarajevo, realtà che come Acli frequento da 20 anni città gemellata con la nostra Venezia. Città che oggi vive una drammatica situazione perché ingessata dagli accordi di Dayton e che assiste impotente ad uno spopolamento dei giovani migliori. Territorio che come abbiamo sempre sostenuto poteva essere un laboratorio per tutta l’Europa per testare una convivenza con l’Islam moderato. Oggi invece osservo che Sarajevo sta diventando l’avamposto in Europa della radicalizzazione dello stesso. E ne concludo, come spesso succede, che non affrontare le questioni in modo intelligente e lungimirante porta a cronicizzare le cose che poi dovranno essere sempre affrontate nell’emergenza.

Le Acli Veneziane vogliono continuare a credere che invece debbano essere sempre affrontati i nodi critici senza rispondere con le emozioni, ma protesi a trovare soluzioni condivise per il bene comune. Cioè di tutti.

E a questo compito educativo noi non vogliamo venire meno.

Il tema delle migrazioni, della pace, di nuovi modelli di convivenza oggi nel 2017 rappresenta il paradigma della crisi della nostra società globale. Che lo vogliamo o no è il centro dell’agenda politica istituzionale e della vita di ognuno di noi. Questi temi vanno affrontati e non subiti.

Altro percorso di cui vorremmo continuare ad essere promotori è la sensibilizzazione e la sperimentazione su percorsi di riflessione sullo spreco del cibo cercando di mettere in campo proposte già sperimentate altrove che ci aiutino a un cambiamento rispetto ad uno stile di vita insopportabile che a nostro avviso e anch’esso causa grave delle anomalie del nostro sistema.

Nella nostra Agenda Associativa trovano poi spazio certamente i temi legati al lavoro anche esso nel travaglio di un passaggio verso nuovi orizzonti legati a modelli altri, diversi da quelli che abbiamo conosciuto e che non possono rappresentare più un sistema di autosufficienza sociale.

Abbiamo la nostra sede provinciale a Marghera un territorio che ha costituito per decenni uno svincolo obbligatorio per le Acli del percorso di confronto sui temi del lavoro, e spazio per la conquista dei lavoratori. Oggi Marghera che vive il centenario dalla sua nascita, ha subito dei mutamenti epocali e non rappresenta più il luogo principe per il lavoro in Provincia. Ma è un laboratorio che deve vederci, partecipare per contribuire alla nuova Marghera che va definendosi.

I temi della famiglia e dei giovani devono restare centrali nella nostra agenda sapendo soprattutto pensando a quest’ultimi, che i linguaggi che abbiamo sempre usato, oggi non sono più in grado di intercettare il loro interesse. Ma non possiamo mai dimenticare che i giovani d’oggi saranno i dirigenti di domani ed arrivare impreparati sui temi sociali, senza conoscere da dove veniamo, rappresenta un pericolo soprattutto pensando ai temi difficilissimi che saranno costretti ad affrontare.

Dobbiamo provare ad essere interessanti per i giovani e motivarne le scelte di vita attorno ai valori della solidarietà, della fratellanza universale, del dialogo, dell’impegno a favore della collettività.

Il DNA della formazione di cittadini che siano in grado di farsi carico della dimensione pubblica, è dentro la nostra storia e deve sempre essere centrale nelle nostre attività.

La tematica ambientale è un altro di quei temi che ci stanno a cuore ritenendo strada necessaria ma oltre modo interessante e di lunga prospettiva anche rispetto ad un mondo del lavoro che oggi deve trovare nuovi sbocchi, nuove strade.

Oggi le opportunità ci sono: si possono costruire case a consumo zero, antisismiche, possiamo produrre la corrente dal sole senza consumare e produrre rifiuti la strada per la mobilità elettrica oggi chiaramente l’unica possibile per il futuro sta cominciando a diventare realtà. Sono pratiche che vanno sostenute incoraggiate. Noi vogliamo essere tra i promotori di questo futuro.

Le Acli Provinciali di Venezia continuano chiaramente la loro missione di strumento che si fa tramite tra il Cittadino e lo Stato attraverso i servizi di cui ha bisogno quest’ultimo, e di cui lo Stato ha dato mandato alla società civile di organizzare.

Sarà nostro compito tentare laddove è possibile di migliorare i nostri servizi avvicinandoli alle richieste dei cittadini in modo che chi entra negli uffici delle Acli trovi sempre una risposta adeguata, professionale e responsabile.

Continueremo ad aumentare il nostro livello di comunicazione in modo che chi trova nella casa degli Acli una risposta adeguata alle proprie attese, possa sempre di più fidarsi delle Acli trovando magari negli orientamenti dell’Associazione e tramite il confronto che sempre vogliamo proporre, un possibile e proprio orientamento.

“Dobbiamo fare la nostra parte anche rilanciando la democrazia del 21º Secolo perché quella del 20º è in crisi. Noi aclisti sappiamo che c’è qualcosa che aiuta il popolo a creare la giusta democrazia, ad esprimere la propria voce nel giusto modo, quello più intonato per essere pienamente sé stessi con coscienza delle proprie idee. E questo qualcosa e il libero dibattito pubblico dove noi abbiamo sempre esercitato una funzione formativa. Il nostro movimento ne ha sempre esplicitato con chiarezza la necessità perché le idee non maturano da sole ma solo se esposte al sole all’aria delle culture e all’impollinazione del confronto e del dialogo anche quando questo è duro e difficile.

Proprio di questo tempo cogliamo la necessità di esercitare quella pedagogia popolare costituzionale, che diventa generativa per l’esperienza democratica.

In buona sintesi è questo quello che dobbiamo fare.

Vi aspettiamo tutti in Associazione!!!”

Il Presidente Provinciale Acli Venezia
Paolo Grigolato