Giornata Internazionale del Migrante oggi 18 dicembre

In occasione della Giornata Internazionale del Migrante che si ricorda oggi 18 dicembre, le Acli di Venezia si sono soffermate sul ruolo che l’Associazione ha nei confronti della popolazione immigrata che vive, lavora e studia nel nostro territorio.

Per questo riportiamo alcuni dati sulla presenza straniera nella provincia di Venezia, oltre che alcune informazioni sui servizi offerti agli immigrati dal Patronato e dal Caf Acli nel corso degli ultimi anni.

Al margine di questi dati suggeriamo la lettura dei seguenti articoli che hanno ripreso questi numeri: Nuova Venezia del 17 dicembre, Gazzettino del 17 dicembre, Venezia Today del 16 dicembre.

Acli Venezia: gli immigrati sono una risorsa sociale ed economica
Gli stranieri nella Provincia di Venezia raggiungono quota 10%, in 5 anni cresciuti del 21%

Venezia, 16 dicembre 2017

<Usiamo i numeri per raccontare una realtà fatta di persone, lavoratori, famiglie costrette a lasciare la loro terra di origine e a cercare migliori opportunità nel nostro paese. Usiamo i numeri per affermare ancora una volta che gli immigrati regolari sono una risorsa, parte integrante del nostro tessuto sociale ed economico>. Paolo Grigolato, presidente provinciale delle Acli Veneziane presenta così questo studio elaborato in occasione della Giornata Internazionale del Migrante (il prossimo lunedi 18 dicembre). Un’occasione importante per l’associazione cristiana di ribadire il valore dell’accoglienza, fotografando attraverso i dati di coloro che si rivolgono ai servizi di Caf e Patronato Acli una realtà variegata e consolidata nella quale i migranti rappresentano una risorsa economica crescente, a dimostrazione di un’integrazione non solo inevitabile ma che è già realtà.

Le Acli, offrendo numerosi servizi di assistenza specifici di Caf e Patronato (ricongiungimento familiare, permesso di soggiorno, iscrizione ai test di italiano, Isee, Modello Unico e 730, etc), sono in prima linea nell’affiancare i cittadini stranieri nell’espletamento dei loro obblighi fiscali e non.

Ad essere stati assistiti nel 2017 dal Patronato Acli sono stati 2429 stranieri, con una variazione percentuale in 5 anni del 19%. Stiamo parlando di indennità di disoccupazione, domande di maternità, bonus bebè, assegni familiari (per quanto riguarda le pratiche di sostegno al reddito) e di pratiche per la cittadinanza, il permesso di soggiorno, test di lingua italiana e ricongiungimento familiare (per le pratiche dello sportello immigrati), due diversi servizi che le Acli offrono gratuitamente ai cittadini. Modello Unico, Isee e 730 sono invece le pratiche offerte dal servizio Caf (3316 pratiche nel 2017) dalle quali emerge una popolazione straniera con un reddito medio inferiore a quello italiano (16.220€ il reddito pro capite degli stranieri a fronte dei 23.560€ degli italiani dichiaranti. Gli immigrati usufruiscono maggiormente delle detrazioni fiscali (interessante è il dato percentuale di persone che usufruiscono delle detrazioni fiscali per figli: 48% sono stranieri, 22% sono italiani) e fanno maggior ricorso ai bonus bebè o premi alla nascita (38% e 35% rispettivamente).

<La parola immigrato deve essere sempre più allontanata dalla parola “delinquente” – afferma Grigolato – questo nostro studio presenta infatti degli immigrati che pagano regolarmente le imposte, chiedono di essere regolarizzati, di godere dei medesimi diritti di qualsiasi cittadino che vive in Italia. La loro presenza è in crescita e non può continuare ad essere interpretata come una minaccia ma come un’opportunità, un’occasione di dialogo interculturale e interreligioso, di pratiche concrete di fratellanza, di meticciato>.

<La conoscenza deve essere alla base di ogni nostra opinione – conclude Grigolato- per questo la nostra associazione è impegnata da tempo in varie iniziative che promuovono una reale comprensione del fenomeno delle migrazioni contemporanee. Dobbiamo capire perchè queste popolazioni emigrano dalle loro terre e mettere in atto azioni di accoglienza e integrazione, esattamente come ci chiede Papa Francesco. Da cristiani non possiamo che respingere il razzismo in ogni sua forma, anche quella che a partire dal disagio delle persone di fronte ad un fenomeno nuovo a cui non eravamo preparati, alimenta la paura degli immigrati>.

Scarica i dati e leggi il comunicato stampa.