Come rispondere ai bisogni di crescita dei bambini e dei ragazzi dai 6 ai 14 anni

Venerdì 2 Febbraio, il Circolo Acli di Maerne e Olmo ha organizzato a Olmo di Martellago, un incontro dove si è parlato di come genitori, educatori, insegnanti possano rispondere al bisogno di crescita dei bambini e dei ragazzi in età dai 6 ai 14 anni assieme al relatore Dott. Sergio Porcelluzzi.

L’incontro inizia con una premessa: i figli prima di essere educati vanno amati. Solo l’amore consente di stabilire un valido rapporto educativo.
Amare i figli significa accoglierne limiti e qualità e comprendere i loro veri bisogni, distinguendoli dai falsi bisogni che, se soddisfatti, non realizzano una crescita autentica. È importante credere profondamente in loro, viverli come il dono più bello, liberarli dai condizionamenti negativi dovuti a vari fattori, rinnovare la fiducia nelle loro capacità di miglioramento nonostante le ripetute cadute.
L’educazione è compito primario dei genitori, non solo non bisogna delegare, ma anche educare insieme padre e madre, essere corresponsabili della loro crescita, affrontando il prima possibile gli aspetti della vita del figlio che mettono in ansia i genitori; non è il tempo che passa che aggiusta i problemi.

I BISOGNI DEI FIGLI

– Protezione ed accudimento
– Affettivi
– Cognitivi
– Relazionali-sociali
– Esistenziali
Le figure educative devono mirare a capire tali bisogni e fare in modo che siano soddisfatti, perché favoriscono la costruzione di una personalità equilibrata.

COSA FARE QUANDO ARRIVA UN FRATELLINO?

È importante preparare il primogenito coinvolgendolo, consapevoli delle possibili reazioni del fratello/sorella maggiore che possono essere anche di odio verso il nuovo arrivato.
Non preoccuparsi delle eventuali regressioni a comportamenti da neonato.
Il fratello/sorella maggiore sta elaborando il “lutto” di non essere più al primo posto nel cuore dei genitori, con calma e gradualmente il bambino impara ad essere fratello e si avvicina a lui facendo nascere senso di protezione ed affetto.
Questo porterà alla ricomposizione dell’armonia con i genitori.
La relazione fraterna è un sistema dinamico vitale: nasce, si sviluppa, s’inceppa, si ricostruisce, può morire, può risorgere, ci può essere idealizzazione, rivalità competitività, solidarietà, empatia (mettersi nei panni dell’altro).
Il legame fraterno è tra le esperienze umane più preziose, i figli vanno aiutati a comprendere cosa significa ed implica essere fratelli, imparando a conoscersi e volersi bene, perché non è scontato che ciò avvenga.
La conflittualità deve essere vista come un’opportunità di crescita sia per i fratelli che per i genitori. La costruzione dell’armonia è importante.
Quindi, quando nasce il fratellino l’amore non si divide, ma si moltiplica.

INGRESSO ALLA SCUOLA PRIMARIA

Il bambino vive una separazione, tutte le separazioni aiutano a crescere, a volte avvengono normalmente, a volte in modo patologico (qui deve intervenire un professionista). Il consiglio è quello di non farsi prendere dalle ansie, il bambino le percepisce. Con l’ingresso a scuola il bambino si troverà a iniziare un percorso in cui dovrà confrontarsi con molte figure e con aspetti valutativi, qui conta non avere aspettative ideali e irrealistiche nei confronti del figlio, perché spesso si proiettano i vissuti personali in ambito scolastico. Occorre dare fiducia al figlio senza forzare i suoi naturali ritmi nell’apprendimento.
Non sono opportuni nemmeno i confronti tra fratelli, cugini, altri e critiche negative davanti ai figli sull’operato degli insegnanti, (se ci sono problemi è sempre meglio un confronto sincero e in chiave costruttiva con il docente), o interferire nel lavoro dell’insegnante con richieste improprie.
Un altro atteggiamento da evitare è l’essere iperprotettivi nei confronti del figlio, così facendo non gli si permette di sviluppare l’autonomia e di vivere quelle frustrazioni “positive” che lo fanno crescere.

BISOGNI IN PREADOLESCENZA

In preadolescenza i bisogni di crescita sono legati a consolidare la propria identità, a conseguire autonomia con responsabilità, a inserirsi in gruppi socialmente validi e significativi. In questa fase di sviluppo conta un’educazione che faccia maturare al ragazzo la capacità decisionale compiendo scelte positive. Le motivazioni vanno riflettute e una volta stabilita la scelta migliore, occorre ragionare sulle conseguenze di questa decisione, la ragione deve governare l’istinto, la scelta, inoltre, va inquadrata all’interno dei valori familiari e sociali.
L’integrazione tra genitori e figli preadolescenti avviene all’interno di un processo di maturazione e crescita reciproca. La crisi preadolescenziale provoca una richiesta di cambiamento rivolta ai genitori, anche qui gli aspetti conflittuali vanno vissuti come un’opportunità di miglioramento.
In questa età è fondamentale il rapporto con il gruppo, basilare per la crescita del preadolescente, è uno spazio privilegiato per la comunicazione tra coetanei, amplia le idee del singolo ed apre a nuovi interessi. Il gruppo diviene specchio del processo di crescita e soddisfa la ricerca di sicurezza, approvazione, consenso, confidenza, colma le insicurezze. La relazione paritaria con i coetanei favorisce la formazione globale della personalità.
Se un ragazzo mostra problematiche di relazione nel gruppo, va esortato a non abbandonare il campo all’insorgere delle prime difficoltà. Il dialogo è importante, conta la riflessione guidata di definizione di obiettivi, sentimenti, comportamenti da consapevolizzare e affrontare.
Lungo il corso della propria vita la persona sviluppa l’autostima, immagine di sé e del mondo in chiave positiva se la crescita e lo sviluppo dell’identità sono avvenute in modo equilibrato e sereno.
Il bambino che non ha autostima è convinto di non farcela, ha paura di sbagliare, può sviluppare aggressività, tende a nascondersi, a non apparire, può manifestare iperattività, difficoltà d’apprendimento e può percepire di non essere degno d’amore.

NONNI E NIPOTI

I nonni sono una preziosa presenza nella vita della famiglia, rappresentano la storia della famiglia, il legame nonno-nipote si evolve, nonni si diventa.
Lo sviluppo dell’intelligenza del linguaggio, dell’affettività e della socialità del bambino avviene anche attraverso il rapporto con i nonni.
I nonni rappresentano la continuità e la stabilità degli affetti familiari in un’epoca in cui i nipoti temono la dissoluzione dei rapporti affettivi. Se tra lo stile educativo dei nonni e quello dei genitori ci sono contraddizioni, si crea disorientamento nel bambino, occorre accordarsi, allearsi, evitando frasi che mettano in cattiva luce genitori e nonni reciprocamente.

 

L’evento è organizzato grazie alle risorse del 5×1000 delle Acli

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