Bollette a 28 giorni: i rimborsi ci sono, ma non automatici

Lega Consumatori: rimborsi bollette a 28 giorni non ancora automatici

Rimborso delle bollette a 28 giorni, ci siamo. O quasi. Dopo un lungo tira e molla, gli operatori telefonici hanno reso operativi i canali per richiedere i rimborsi degli importi addebitati agli utenti tra giugno 2017 e aprile 2018, quando la classica fatturazione mensile venne sostituita da quella a 28 giorni. Una pratica dichiarata illegittima dall’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che, con l’avvallo finale del Consiglio di Stato, ha obbligato le compagnie a restituire gli importi corrispondenti ai 2-3 giorni “erosi” mensilmente ai danni degli utenti.

Il bicchiere è però solo mezzo pieno, come sottolinea la Lega Consumatori Venezia, l’associazione dei consumatori promossa dalle Acli. “Finalmente – sottolinea il vicepresidente provinciale Patrizio Negrisolo – c’è la possibilità di vedersi effettivamente riaddebitate le somme a cui si ha diritto.  Il periodo oggetto di rimborso va dal 23 giugno 2017 al 5 aprile 2018: la somma complessiva, calcolando 2-3 giorni al mese, equivale quindi a poco meno di un mese del canone dell’offerta attiva in quel periodo, che ovviamente varia da utente a utente. Ricordiamo inoltre che hanno diritto ad ottenere la restituzione degli importi in oggetto tutti gli utenti di linea fissa e mobile che non hanno accettato l’attivazione dei servizi telefonici compensativi proposti negli ultimi mesi dalle compagnie telefoniche”.

L’aspetto negativo è che, ad oggi, resta disattesa la parte della delibera dell’AGCOM che prevede l’automaticità del rimborso. I rimborsi, cioè, devono essere comunque richiesti dall’utente e non vengono erogati in automatico dalle compagnie. Con piccole differenze l’una dall’altra, Tim, Vodafone, Wind-Tre e Fastweb chiedono ai clienti di presentare una richiesta tramite moduli on line o attraverso l’area riservata dei rispettivi siti (cliccando sui nomi delle compagnie è possibile visualizzare caso per caso le modalità di presentazione della richiesta). “Come si vede – sottolinea Negrisolo – spesso è richiesta la conoscenza delle credenziali per l’accesso all’area riservata, con complicazioni inutili per l’utente: nuovamente si prendono in giro i consumatori e si frustrano le loro aspettative”.

Ma c’è di peggio. “Come associazione abbiamo ricevuto le segnalazioni di alcuni utenti, che ci hanno riportato che telefonando ai call center delle aziende telefoniche gli operatori consigliavano all’utente di procedere con una conciliazione da presentare ai Corecom, i Comitati regionali per le comunicazioni. Questo è in assoluta contraddizione con la delibera dell’AGCOM e, soprattutto, a svantaggio degli utenti. La pratica della conciliazione deve essere infatti patrocinata da un’associazione dei consumatori, con un costo che, seppur basso, rischia di essere superiore al rimborso finale”.  

Resta infine aperta la partita per coloro che nel frattempo hanno cambiato operatore di telefonia: in questo caso le modalità di rimborso non sono ancora state chiarite. La Lega Consumatori Venezia (consulta sedi, recapiti e orari) è a disposizione per fornire ulteriori informazioni ed assistenza: in occasione dell’appuntamento si ricorda di portare con sé le bollette telefoniche.