Bollette a 28 giorni, i rimborsi non sono ancora automatici

Lega Consumatori: rimborsi bollette a 28 giorni non ancora automatici

Fatturazione a 28 giorni, siamo alle solite: nonostante la sentenza definitiva, gli operatori stentano a riconoscere quanto dovuto agli utenti. “Sono passati ormai due mesi – sottolinea Patrizio Negrisolo, vicepresidente di Lega Consumatori Venezia, l’associazione dei consumatori promossa dalle Acli – dalla sentenza del Consiglio di Stato che, rigettando il ricorso presentato da Wind-Tre, Fastweb e Vodafone, ha imposto alle compagnie di rimborsare automaticamente i propri abbonati. Ma il braccio di ferro sta continuando anche in queste settimane e dei rimborsi automatici per ora non c’è traccia”.

Basta dare un’occhiata ai siti dei vari operatori per comprendere come la partita non sia ancora chiusa, tra proposte di rimborsi alternativi e moduli da compilare. Vodafone ha messo on line un modulo per richiedere il rimborso, che deve essere utilizzato dagli utenti che non sono interessati agli indennizzi alternativi richiedibili in negozio o tramite il call center. Similmente nell’area riservata del sito di Wind 3, gli utenti possono richiedere lo storno in bolletta o uno dei vari indennizzi alternativi disponibili (come sconti su acquisto del cellulare). La compagnia è disponibile a rimborsare anche agli ex clienti, a fronte però di un’apposita richiesta da inviare via pec, raccomandata o ConciliaWeb, la piattaforma dell’Agenzia per le garanzie nelle comunicazioni. La proposta di indennizzo alternativo di Fastweb è invece scaduta e l’operatore informa che a breve saranno disponibili sia nuove misure compensative che le istruzioni per richiedere il rimborso, anche per gli ex clienti.

Più particolare la situazione di Tim, che aveva presentato un ricorso autonomo rispetto agli altri operatori e che è ancora in attesa della sentenza del Consiglio di Stato. Per ora è possibile avviare una procedura di conciliazione o richiedere vari servizi in omaggio, in attesa che la sentenza definitiva (che con ogni probabilità respingerà il ricorso) porti ad un allineamento con gli altri operatori.

Insomma, per gli utenti la vicenda rischia di trasformarsi in un vero e proprio labirinto. “Quello che è chiaro – sottolinea Negrisolo – è che le compagnie telefoniche fanno orecchie da mercante sul fronte dell’automaticità dei rimborsi, l’unico elemento che potrebbe facilitare la vita dei consumatori. Al contrario tutti richiedono un’esplicita istanza da parte dell’utente, o ancor peggio “contrattano” la tipologia di rimborso. Si tratta di una violazione dei diritti dei consumatori, soprattutto di quelli più deboli in quanto non informati. Pare che l’AgCom sia decisa a sanzionare questi comportamenti, vedremo se questa mossa porterà a risolvere finalmente il problema”.

La Lega Consumatori Venezia (consulta sedi, recapiti e orari) è a disposizione per fornire ulteriori informazioni ed assistenza.