Colf e badanti, sospeso fino al 31 maggio il pagamento dei contributi

L’emergenza coronavirus colpisce tutti le categorie di lavoratori. Tra quelle più a rischio ci sono assistenti familiari e collaboratori domestici: un esercito di 800 mila persone tra colf e badanti che, proprio in queste settimane, svolgono un ruolo particolarmente importante, garantendo assistenza, compagnia ma anche prestazioni per la conduzione della casa come pulizie, spesa e preparazione dei pasti a persone che spesso hanno difficoltà a provvedere in autonomia. 

Nel decreto Cura Italia è inserita una norma particolarmente importante per i datori di lavoro. Sono infatti sospesi i termini per ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria in scadenza dal 23 febbraio al 31 maggio. I pagamenti dovranno poi essere recuperati entro il 10 giugno 2020, senza in ogni caso l’applicazione di sanzioni e interessi. 

Per il resto nel decreto non sono previsti ammortizzatori sociali per questo settore. Sono così a rischio centinaia di migliaia di lavoratori, che rischiano di perdere il proprio lavoro perché i datori di lavoro non lo ritengono essenziale in questa fase o perché la presenza di lavoratori in casa non viene considerata sicura dal punto di vista sanitario.  

In mancanza di un riferimento normativo, le Acli invitano ad un sereno dialogo tra le parti, stipulando accordi scritti per sospendere se necessario la prestazione lavorativa senza arrivare al licenziamento. Per fare ciò è possibile ricorrere alla concessione di periodi di ferie (anche anticipando i giorni non ancora maturati), alla concessione di permessi non retribuiti o alla creazione di una banca-ore che permetta, soprattutto per i contratti di lavoro che prevedono poche ore lavorative a settimana, di recuperare in futuro le ore non lavorate in questo periodo di emergenza. 

Tutte queste soluzioni sono ovviamente possibili per rapporti di lavoro regolari. A questo proposito si sottolinea come i controlli sugli spostamenti dei lavoratori in questo periodo di emergenza potrebbe portare all’emersione di rapporti di lavoro in nero, con tutte le conseguenze immaginabili per i datori di lavoro. Come sempre l’invito delle Acli è quello di contrattualizzare i propri collaboratori famigliari, nel rispetto delle norme sul lavoro e della dignità dei lavoratori stessi. Il Caf Acli Venezia è a disposizione per consulenze e per l’avvio di tutte le pratiche relative.