Detrazioni solo con pagamenti tracciabili: scatta la rivoluzione

Non solo spese sanitarie presso specialisti o strutture non convenzionate. La platea delle spese detraibili per cui da quest’anno è richiesto il pagamento con metodi tracciabili è molto ampia. Dalle spese per la scuola alle erogazioni liberali, dagli interessi sui mutui alle spese per l’assistenza alle persone non autosufficienti: una vera e propria rivoluzione fiscale che conviene spiegare punto per punto.

“Chiariamo subito una cosa – sottolinea Cristian Rosteghin, direttore del Caf Acli di Venezia -: questa misura, introdotta dall’ultima legge di Bilancio, non avrà alcun effetto sulla prossima campagna fiscale. Le denunce dei redditi 2020 si baseranno infatti sulle spese sostenute nel 2019, quando l’obbligo di pagamento con metodi tracciabili non era ancora in vigore. Sarà quindi possibile scaricare senza problemi tutte le spese detraibili, anche se pagate in contanti. Da subito bisogna invece fare attenzione a come si pagano le spese sostenute nel 2020: nella denuncia dei redditi 2021 saranno infatti detraibili solo se tracciabili”.

Altro aspetto da chiarire è che l’uso del contante non è abolito o proibito. “È possibile continuare a pagare in contanti – spiega Rosteghin -, ma nella consapevolezza che così facendo non sarà poi possibile chiedere la detrazione del 19% in sede di presentazione della denuncia dei redditi”.

Restano poi escluse dal provvedimento due categorie di spese particolarmente importanti: sarà infatti possibile continuare a pagare in contanti, godendo comunque della detrazione del 19%, le spese sanitarie sostenute presso strutture pubbliche o convenzionate e le spese per l’acquisto di farmaci e dispostivi medici.

Per quali spese invece scatta l’obbligo del pagamento con metodi tracciabili? In sintesi tutte quelle ricomprese nell’articolo 15 del TUIR, il Testo unico dell’imposte sui redditi. Tra le principali e più frequenti ricordiamo:

  • spese sanitarie presso specialisti (dentista, oculista, psicologo, fisioterapista…)  
  • spese sanitarie presso strutture non convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale
  • interessi passivi e oneri accessori per mutui per acquisto immobili
  • erogazioni liberali in genere
  • spese per gli addetti all’assistenza personale (badanti) delle persone non autosufficienti
  • spese per la scuola (frequenza scolastica, istruzione universitaria, asili nido, mense scolastiche)
  • spese per la pratica sportiva dilettantistica di bambini e ragazzi dai 5 ai 18 anni
  • spese per l’acquisto di abbonamenti al servizio di trasporto pubblico
  • premi per l’assicurazione (vita, infortuni, morte, invalidità permanente)
  • spese veterinarie
  • spese funebri

“Ricordiamo ancora – conclude Rosteghin – che un pagamento, per essere tracciabile, deve essere effettuato tramite bancomat, carta di credito/debito, bonifico bancario, bollettino postale, assegno. In attesa di chiarimenti specifici da parte dell’Agenzia delle Entrate, consigliamo che il titolare della carta/conto corrente sia la persona che effettua la spesa o riceve la prestazione, o che abbia a suo carico il familiare per cui la spesa viene effettuata. Altro consiglio è di conservare la ricevuta del pagamento assieme alla fattura”.