In arrivo i rimborsi per le bollette telefoniche a 28 giorni

Bollette a 28 giorni, scattano i rimborsi

Dopo oltre due anni di ricorsi e contro-ricorsi, si è finalmente conclusa con l’ultimo grado di giudizio la vicenda della fatturazione a 28 giorni che ha coinvolto tutti i principali operatori telefonici. Il 4 luglio il Consiglio di Stato ha infatti rigettato il ricorso presentato da Wind-Tre, Fastweb e Vodafone contro la sentenza del Tar che aveva già imposto la restituzione dei giorni entro il 31 dicembre 2018. Queste compagnie dovranno quindi rimborsare automaticamente i propri abbonati. E presto, con tutta probabilità, toccherà anche a Tim, che ha presentato ricorso in un secondo momento: non c’è ragione di credere che la sentenza del Consiglio di Stato si distanzierà da quella emessa nei confronti degli altri operatori, dato che la vicenda e le ragioni delle parti sono le stesse,

“La questione – sottolinea Patrizio Negrisolo, vicepresidente di Lega Consumatori Venezia, l’associazione dei consumatori promossa dalle Acli – era iniziata nel 2017, quanto tutte le compagnie telefoniche modificarono il modello di fatturazione, passando da quella mensile ad una a 28 giorni. In pratica si “aggiungevano” due-tre giorni al mese, un intero mese su base annua, alzando di conseguenza i costi a carico dell’utente”.

Già da aprile 2018 gli operatori telefonici erano stati obbligati a ripristinare la fatturazione mensile. Ora la sentenza del Consiglio di Stato mette la parola fine alla vicenda, obbligando i gestori telefonici a rimborsare i propri clienti per i giorni illegittimamente erosi tra il 23 giugno 2017 e la data in cui è stata ripristinata la fatturazione su base mensile, ovvero come detto i primi di aprile 2018: a seconda della tipologia di contratto, per ogni consumatore si tratta di un rimborso compreso tra i 30 e i 50 euro.

La strada è dunque tracciata, ma restano alcuni aspetti da chiarire. Il primo riguarda le modalità di rimborso. “L’auspicio – sottolinea Negrisolo – è che scatti la compensazione con le fatturazioni future, quindi la restituzione automatica tramite le prossime bollette. Se anche così fosse, resta da scogliere il nodo riguardante le modalità di rimborso per gli utenti che nel frattempo hanno esercitato il diritto di recesso o hanno cambiato operatore telefonico. Anche su tale aspetto restiamo in attesa delle le indicazioni dell’Agcom, il garante per le comunicazioni”.

Infine c’è un altro aspetto su cui Lega Consumatori invita alla massima attenzione. Visto che il rigetto del ricorso era ampiamente previsto, i vari operatori hanno cercato di agire in anticipo, offrendo già da qualche settimana forme di rimborso alternativo a quello in denaro. In genere vengono offerti servizi aggiuntivi o sconti, alcuni dei quali particolarmente fantasiosi. “Tali offerte – spiega Negrisolo – sono pienamente legali. È però molto importante sottolineare che, qualora l’utente accetti uno di questi risarcimenti alternativi, non avrà più diritto al rimborso in denaro. Invitiamo dunque ad informarsi in maniera adeguata, in modo da fare una scelta pienamente consapevole e da accettare solo proposte realmente favorevoli per l’utente”.

La Lega Consumatori Venezia (consulta sedi, recapiti e orari) è a disposizione per fornire ulteriori informazioni ed assistenza.