Inaugurati i lavori di restyling della sede di via Ulloa

Un ponte tra passato e futuro, un momento per riprendere una storia lunga settant’anni e aggiornarla alle nuove sfide di oggi. È stata anche questo, nella mattinata di sabato 19 maggio, l’inaugurazione dei lavori di riqualificazione della sede delle Acli provinciali di Venezia, in via Ulloa a Marghera. Una cerimonia semplice ma sentita, a cui hanno preso parte anche il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il presidente delle Acli nazionali Roberto Rossini e l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Venezia Simone Venturini.
L’intervento ha interessato sia gli interni che gli esterni degli spazi che dal 2005 ospitano, oltre alla sede dell’associazione, gli uffici e gli sportelli del Patronato e del CAF – Centro di Assistenza Fiscale. Un importante investimento per rendere più funzionali e accoglienti, anche dal punto di vista estetico, ambienti che ogni anno contano oltre 10 mila accessi da parte di utenti e associati. La nuova vita della sede aclista è rappresentata dall’apertura delle saracinesche esterne dell’immobile. “Per troppi anni – sottolinea il presidente delle Acli provinciali Paolo Grigolato – sono rimaste abbassate, quasi una sorta di protezione rispetto ad un mondo esterno che spesso muove sentimenti di paura. Oggi il cambiamento parte proprio dall’averle tirate, su per mostrare che le Acli ci sono e sono pronte alle nuove sfide poste da una società in continua evoluzione”. Altrettanto significativo è il rafforzamento della presenza sul territorio partendo da Marghera, come testimonia anche l’intitolazione della sala riunioni alla memoria di Angiolo Francini, storico dirigente aclista per lunghi anni anima dell’associazione nella realtà del Petrolchimico. “La nostra triplice fedeltà ai lavoratori, alla democrazia e alla Chiesa passa proprio da qui, dagli enormi cambiamenti del mondo del lavoro e in generale della società di cui questa comunità è stata testimone negli ultimi decenni. Rafforzare la nostra presenza in via Ulloa non è una mera operazione di restyling, ma testimonia il desiderio e la volontà di affrontare non da spettatori questioni fondamentali per la definizione del volto futuro di questo territorio”.
Sul legame tra radici e futuro si è soffermato anche il patriarca Moraglia. “Le Acli nascono nel 1945, subito dopo la fine della guerra: avere una storia così lunga significa avere una responsabilità, perché la memoria aiuta a decifrare il presente e il futuro. Il mio augurio è che le Acli sappiano sempre mantenere visibilità e incisività, tenendo insieme le tre fedeltà come una bussola orientata verso la centralità della persona e la dignità del lavoro“. “Le Acli – ha fatto eco Simone Venturini – hanno un’unicità che deriva dalla loro storia e che le rende interlocutrici privilegiate anche per le istituzioni. Siamo in una fase di faticoso ripensamento del sistema di welfare ed è fondamentale il rapporto tra le istituzioni e chi, come le Acli, è al servizio e in ascolto delle persone. Dobbiamo stringere una forte alleanza e lavorare insieme sul territorio, a partire dalle periferie, per offrire nuovi spazi, idee e servizi alla comunità”. “L’inaugurazione della casa delle Acli di Venezia – ha concluso il presidente Rossini – è la conferma che la nostra non è un’organizzazione liquida, ma solida e radicata nei valori e sui territori. Deve essere una casa capace di accogliere le più diverse situazioni e di dare una risposta ai bisogni dei cittadini, molteplici e in continua evoluzione. Ma deve essere il punto di partenza per un nuovo slancio, in cui l’erogazione di servizi utili sia accompagnata da una parola politica forte sui temi del welfare, del sistema fiscale, della formazione professionale. Una parola che nasce, in un’ottica di bene comune, dalla preoccupazione per i nostri giovani e per il futuro del nostro paese”.