Da Trieste l’agenda sociale delle Acli per un nuovo progetto d’Italia

Tre giorni per incontrarsi, riflettere e ripartire. Per cercare la strada per ricomporre le due fratture della società italiana, quella generazionale e quella economica e sociale, ripartendo dalle periferie e animando le città. Dal 13 al 15 settembre oltre 500 dirigenti e soci aclisti provenienti da tutta Italia si sono dati appuntamento a Trieste, per il 51esimo Incontro Nazionale di Studi dedicato appunto al tema “Animare la città – Le Acli nelle periferie del lavoro e della convivenza”. Tre giorni di lavoro alla Stazione Marittima, a cui ha partecipato anche una numerosa delegazione delle Acli di Venezia, caratterizzati da molteplici significati e spunti di lavoro.

Da un lato l’Incontro 2018 ha ricordato alcuni significativi anniversari, alcuni dei quali legati proprio alla città di Trieste: i 100 anni dalla fine della Grande Guerra, i quaranta dalla Legge Basaglia, i cinquanta dal Sessantotto, i 100 anni dalla nascita di una figura di riferimento per il nostro paese e per le Acli come Livio Labor. Dall’altro lato lo sguardo ha decisamente puntato al futuro, con tre importanti proposte su formazione e lavoro, previdenza e fisco per cercare di costruire un nuovo progetto per l’Italia. Una vera e propria agenda sociale che senza il timore di affrontare a viso aperto anche la questione più divisiva e strumentalizzata, quella dei migranti. Tutti questi spunti sono stati presentati direttamente alla politica, grazie anche alla presenza a Trieste del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e degli esponenti dell’opposizione Graziano Del Rio (PD), Roberto Speranza (LEU) e Andrea Causin (FI).

Come ha sottolineato il presidente nazionale Roberto Rossini nella relazione introduttiva, “ritessere i fili delle comunità e proporsi come luogo significativo di animazione e di esperienza sociale è oggi decisivo, in un tempo che esprime grandi solitudini così come legami sociali chiusi o perimetrati”. “Una comunità cresce e abbandona la paura – ha proseguito Rossini – se esistono progetti capaci di assumere le grandi sfide, spesso globali. Dal canto loro le Acli continuano ad essere un soggetto competente e propositivo, come dimostrano le nostre idee concrete sulla formazione professionale, sulla previdenza e sul fisco. Questo significa riappassionarsi al fare politica, non a quella partitica, dalla quale siamo autonomi, ma una politica attenta ai temi e ai bisogni, attenta alla classe dirigente che possiamo promuovere, alla conoscenza dei difficili meccanismi che regolano il consenso e la decisione democratica”.

Ecco una serie di approfondimenti sulle proposte presentate a Trieste
Fisco | Per un fisco sartoriale e non a taglia unica (a cura del CAF Acli)
Previdenza | Superare la Fornero: flessibilità ed equità nel sistema (a cura del Patronato Acli)
Formazione e lavoro | La seconda gamba: servizi formativi e politiche attive del lavoro (a cura di Enaip)
Immigrazione | Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia e in Europa
Le videointerviste ad ospiti e relatori
La fotogallery delle tre giornate
Altri contenuti sono disponibili nella sezione sito delle Acli nazionali dedicato all’Incontro Nazionale di Studi 2018.