Mille cuori rapiti dalla Serenissima grazie alle Acli

Grande successo per le visite culturali proposte dalle Acli Venezia nel 2018: 21 appuntamenti organizzati e 1005 partecipanti.

Arte, cultura, intrecci di civiltà, incontri tra popoli, convivenza. Questa è stata per lunghi secoli la Città di Venezia. Un insieme di persone che hanno contribuito a costruire una realtà unica al mondo e che ha saputo esprimere modelli di accoglienza del diverso, pur in nome dei propri interessi commerciali. Ebrei, Mussulmani, Armeni, Popoli del Nord, Turchi… hanno influenzato gli usi e i costumi dei veneziani, popolo sempre aperto al “foresto” e accogliente nel concedere loro, nel bene e nel male, spazi e luoghi che sono diventati il simbolo della nostra città.

Come Acli di Venezia abbiamo voluto dare l’opportunità ai veneziani di scoprire particolari luoghi e storie della nostra Città in molti casi poco conosciuti. Abitanti di Venezia, lavoratori che ogni giorno si recano in Centro Storico, cittadini della terraferma legati alla città lagunare sono stati invitati alla scoperta di una Venezia sempre nuova. Tutto questo attraverso visite guidate costruite ad hoc dalle Acli di Venezia in collaborazione con gli enti e i siti che di volta in volta ci hanno ospitato. Vedi alcune fotografie.

Ed è così che le Acli hanno aperto le porte ad uno dei gioielli di Venezia: i mosaici della Basilica di San Marco. Uno spettacolo serale esclusivo che ha visto oltre 600 persone alzare gli occhi alle cupole dalla Chiesa per ammirare la storia dell’Antico e del Nuovo Testamento narrate nelle opere musive dorate. Un percorso biblico che ha portato i visitatori ad entrare nella spiritualità del luogo attraverso la descrizione dei più importanti mosaici, della Cripta e della Pala d’Oro.

Dato che siamo a Venezia e che per i veneziani il giorno del Santo Patrono è il 21 Novembre, abbiamo deciso di proporre una serie di percorsi per comprendere la storia legata alla festività della Madonna della Salute e della devozione dei veneziani alla Madonna. Questo attraverso le visite serali alla Basilica della Salute e alla Fondazione Querini Stampalia. La Basilica della Salute che ha aperto in esclusiva al gruppo Acli le porte della Chiesa, del Seminario e dell’Antica Biblioteca Monumentale. E la Fondazione Querini Stampalia che raccoglie nella propria collezione pittorica e bibliografica una serie di documenti che spiegano la storia della devozione dei veneziani alla Madonna della Salute.

La Fondazione Querini Stampalia è stata poi visitata per raccontare un’altra festa tipica della città lagunare: il Carnevale con le sue maschere, le sue magie e i suoi “intrighi”.

E Venezia non è potuta essere la Serenissima se non fosse stato per il suo Arsenale, un luogo pieno di magia e di storia dove si realizzavano le imbarcazioni che hanno portato Venezia a dominare i mari e i commerci del Mediterraneo per moltissimi secoli, prima della scoperta dell’America.

Ed è proprio in quel momento che Venezia perse il suo dominio perché il centro dell’interesse non era più il Mediterraneo ma era diventato l’Oltre Oceano. Venezia trasferì quindi la propria attività economica in terraferma, iniziando a sfruttare la terra e non più il mare. Ed è per questo che vennero costruite le Ville della Riviera del Brenta, una bellezza veneziana portata “in campagna”. Da Oriago a Stra (passando per Mira, Dolo e Fiesso d’Artico) si ergevano una serie di ville che in tutto e per tutto riproducevano i palazzi veneziani del Canal Grande, ma il cui scopo era però rinnovato. Villa Widman Foscari, Villa Allegri Von Ghega, Villa Foscarini Rossi, Barchessa Valmarana, Villa Tito, Villa Badoer Fattoretto sono solo alcune delle ville visitate dalle Acli che hanno costruito dei percorsi di visita personalizzati impreziositi dal pranzo in Villa Ferretti Angeli preparato dagli alunni dell’Enaip, la scuola di formazione professionale delle Acli. Questo grazie alla convenzione con la Città Metropolitana con l’iniziativa Ville Card.

Se Rialto era il centro del commercio veneziano, Palazzo Ducale era il centro del potere politico. Tra gli spazi decisionali e burocratici si è svolta la visita al Palazzo, impreziosita dalla scoperta dei percorsi segreti, nelle prigioni, nei piombi e nelle scale segrete che viaggiano lungo i luoghi più conosciuti dell’edificio.

Chi non poteva ambire a diventare Doge poteva però ostentare la propria ricchezza. E’ quello che fece la famiglia Contarini costruendo la Scala Contarini del Bovolo, luogo dal fascino unico al mondo. Grazie all’Ire di Venezia è stata data la possibilità di visitare il Complesso dell’Ospedaletto, per molti secoli destinato all’accoglienza dei derelitti e dei poveri della città.

L’accoglienza del “foresto” da parte di Venezia è visibile attraverso la scoperta di molte parti della nostra Città. Il Ghetto con i suoi campi, i suoi caratteristici palazzi, le sinagoghe e il Museo che raccoglie la storia antica e più moderna del primo ghetto costruito al mondo.

E la si legge anche attraversando i luoghi Armeni a Venezia. Per la loro capacità di portare la cultura in città, i Veneziani hanno concesso al popolo armeno degli spazi importanti: non solo l’Isola di San Lazzaro degli Armeni che ospita il monastero, ma anche il collegio Armeno e alcuni palazzi e calli nel centro del commercio veneziano.

Venezia è l’unica città al mondo che annovera le Scuole Grandi, dei luoghi che erano sede di istituzioni di carattere associativo e corporativo. La Scuola Grande di San Rocco è una delle scuole più famose che raccoglie i magnifici dipinti del Tintoretto. A cinquecento anni dalla nascita di Jacopo Robusti (detto il Tintoretto) le Acli hanno volto far riscoprire un tesoro della nostra Città.

Arrivederci ai prossimi appuntamenti culturali per il 2019.