#perugiassisi: anche le Acli in marcia per la pace

Acli-Marcia-Pace

Si avvicina l’appuntamento con la #perugiassisi, la tredicesima edizione della Marcia per la pace e la fraternità. Domenica 7 ottobre migliaia di cammineranno lungo i 24 chilometri da Perugia ad Assisi, a cent’anni dalla fine della Prima guerra mondiale, a settanta dalla firma della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, a cinquanta dalla morte di Aldo Capitini, ideatore della Perugia-Assisi. Centinaia di migliaia di passi per difendere i valori della pace, della libertà, della convivenza. Valori fondamentali per il nostro paese e per tutta l’Europa che non possono essere messi in discussione. E che anzi vanno con forza ribaditi proprio in un tempo in cui i muri sembrano prevalere sui ponti.

Anche le Acli hanno aderito all’appello di convocazione della Marcia, di cui riportiamo di seguito alcuni passaggi (qui la versione integrale). Nelle giornate immediatamente precedenti, il 5 e il 6 ottobre, si svolgeranno una serie di seminari, dibattiti e incontri all’interno del “Meeting della pace e dei diritti umani” (programma completo). Sottolineiamo in particolare la veglia di preghiera organizzata dalle Acli alle 20.45 di sabato 6 ottobre presso la chiesa di Sant’Ercolano di Perugia.

“Così non va. Disponiamo di più ricchezze, conoscenze e mezzi di ogni altro tempo, ma permettiamo che di giorno in giorno aumentino le disuguaglianze, le sofferenze, i conflitti, la disoccupazione e l’insicurezza di miliardi di persone. Non troviamo i soldi per assicurare un lavoro a tutti, ma continuiamo a spenderne una valanga per comprare armi, ingigantire eserciti e condurre guerre infinite. I progressi che abbiamo ottenuto in tanti campi ci aprono orizzonti impensati per migliorare le condizioni di vita di tutti e portare la pace laddove ancora non c’è. Eppure rischiamo di essere travolti da numerosi problemi che abbiamo causato e che non abbiamo ancora risolto: dalla povertà di miliardi di persone al cambiamento climatico, dalle guerre alle migrazioni. Alcune delle più importanti conquiste dell’umanità rischiano di essere progressivamente cancellate o annullate: l’universalità dei diritti umani, il diritto alla dignità, il principio di uguaglianza e di giustizia, la democrazia. […]

Nel frattempo, tante persone stanno cedendo alla paura e all’insicurezza, alla sfiducia e alla rassegnazione, assumendo atteggiamenti di chiusura, indifferenza e rabbia. Decenni di individualismo sfrenato e di rincorsa dell’arricchimento, con il loro seguito di delusioni e fallimenti, hanno cancellato in molti il senso della pietà e del bene comune, il valore della solidarietà e della condivisione, l’importanza dell’impegno democratico. E oggi alimentano una politica priva di lungimiranza, etica, efficacia, credibilità e per dettare decisioni sbagliate che aggravano i problemi anziché risolverli. […]

Grandi pericoli incombono. Dobbiamo reagire! Diversamente dagli imprenditori dell’odio e dai rassegnati, noi sappiamo che sono le persone a fare la storia e che il cambiamento che sogniamo, la pace che desideriamo per noi, per i nostri cari e per l’umanità intera non dipende solo dalle grandi decisioni ma anche da tutte le piccole, piccolissime, azioni fatte ogni giorno, da ciascuno, dappertutto. […]

Per fronteggiare i problemi e le minacce che abbiamo davanti dobbiamo rafforzare questa corrente positiva, farla emergere in tutti campi e a tutti i livelli ed estenderla mettendo il nostro personale impegno al servizio degli altri e dell’umanità. Ciascuno, secondo le proprie possibilità e responsabilità. […]”