Quota 100, Opzione Donna e Ape Sociale: pensioni 2020 tra novità e conferme

In pensione nel 2020 con Quota 100, APE Sociale e Opzione Donna

Come si può andare in pensione nel 2020? La Legge di Bilancio 2020 ha sancito una sostanziale continuità rispetto al 2019, in particolare per le forme di pensionamento anticipato: Quota 100, APE Sociale e Opzione Donna.

In primo luogo la manovra ha sostanzialmente confermato Quota 100, non modificando quanto previsto dal decreto legge 4/2019: fino al 2021 sarà possibile andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Prorogata invece fino al 31 dicembre 2020 l’APE Sociale, introdotta sperimentalmente per il periodo dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019. Anche per il 2020 i termini per la presentazione delle domande sono dunque 31 marzo, 15 luglio e 30 novembre.

L’APE Sociale è un’indennità che permette di ritirarsi in anticipo dal mondo del lavoro, “accompagnando” i richiedenti fino all’età prevista per la pensione di vecchiaia, cioè 67 anni. È erogata per 12 mensilità, per un importo massimo di 1.500 euro mensili. Può essere richiesta da tutti i lavoratori (dipendenti, autonomi e iscritti alla gestione separata) che abbiano compiuto 63 anni e abbiano almeno 30 anni di contributi (36 anni nel caso di lavoratori addetti ad attività “gravose”) e che rientrino in una delle seguenti categorie:

  • disoccupati a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, oppure per scadenza del termine del contratto a tempo determinato, che abbiano terminato da almeno 3 mesi il godimento della prestazione di disoccupazione; 
  • lavoratori che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, un parente di primo grado convivente con handicap grave; 
  • invalidi civili, con grado di invalidità pari o superiore al 74%; 
  • lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sette anni negli ultimi dieci, o sei anni negli ultimi sette, attività lavorative cosiddette “gravose”.

Un’importante novità riguarda Opzione Donna, il pensionamento anticipato delle donne. La Legge di Bilancio ha prorogato dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019 il termine ultimo entro il quale raggiungere i requisiti richiesti. In sostanza è necessario aver raggiunto 58 anni di età per le dipendenti e 59 anni per le autonome, oltre a 35 anni di contributi, entro la data ultima del 31 dicembre 2019. In pratica, avendo il requisito contributivo al 31 dicembre 2019, possono andare in pensione le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1961 e le autonome nate entro il 31 dicembre 1960.

Il pensionamento con Opzione Donna può essere richiesto da tutte le lavoratrici, sia del settore pubblico che privato, settore autonomo compreso (sono escluse le sole lavoratrici iscritte alla sola “gestione separata”). Due importanti avvertenze. La prima è che la pensione non ha decorrenza immediata nel momento in cui si raggiungono i requisiti, bensì 12 mesi dopo per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome. Inoltre la pensione con Opzione Donna è calcolata interamente con il sistema contributivo: rispetto alle pensioni calcolate con il sistema misto (retributivo e contributivo), l’importo può essere inferiore di circa il 30%.

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