Un viaggio d’istruzione tra passato, presente e futuro

Un pullman. Settanta studenti con i loro insegnanti. Oltre 1.500 chilometri di viaggio attraverso quattro paesi. E, soprattutto, un’esperienza per molti versi indimenticabile. Questo e molto altro è stata la gita delle tre classi quinte dell’Istituto Salesiano San Marco di Mestre, che dal 26 al 29 novembre hanno visitato Sarajevo con l’accompagnamento delle Acli provinciali di Venezia. Un viaggio che ha fatto in un certo senso da apripista, aprendo a nuove interessanti opportunità che saranno sviluppate nei prossimi mesi: si è trattato infatti della “puntata zero” di un nuovo progetto delle Acli veneziane, che mira a sviluppare un ponte di dialogo e conoscenza tra gli istituti superiori veneziani e la realtà di Sarajevo.

Ogni singolo passaggio dei quattro giorni vissuti dagli studenti dell’ISSM ha avuto un significato profondo. Anche semplicemente, durante il viaggio in autobus, l’esperienza della frontiera, così lontana dal vissuto di ragazzi e ragazze abituati a muoversi senza confini. Ovviamente i momenti più forti sono stati in una Sarajevo resa ancora più affascinante dai primi fiocchi di neve. Prima il tour della memoria sui luoghi più significativi del lungo assedio degli anni Novanta, dalla splendida biblioteca nazionale ricostruita dopo la guerra ai tanti musei e monumenti dedicati al ricordo di quanto successo. Poi il tour della riconciliazione nei luoghi di culto di quattro religioni (cattolici, ortodossi, musulmani ed ebrei) che, nel giro di poche centinaia di metri, nonostante tutto continuano a convivere. Una città, mille sfumature. Per ricordarsi quanto sia fondamentale coltivare sempre pace e dialogo.

“È la città che apre e chiude il secolo breve – ha spiegato ai ragazzi Daniele Bombardi, operatore della Caritas originario di Ceggia ma residente a Sarajevo da 13 anni, che ha fatto loro da guida in questi giorni scanditi anche da incontri con testimoni -. Dallo scoppio della Prima Guerra mondiale all’assedio degli anni Novanta questa terra è al centro delle dinamiche geopolitiche del Novecento e rappresenta ancora oggi un luogo simbolo della pace possibile e mancata”. “Siamo stati felici – commenta Claudia Cellini, preside dell’Istituto Tecnico Tecnologico dell’ISSM – di aver potuto offrire ai nostri ragazzi un’esperienza storica, culturale, ma soprattutto umana, così coinvolgente. Ricordare la storia dell’uomo e scoprire le energie necessarie per ricostruire quanto l’incomprensione e l’odio tra i popoli possono provocare, è una delle forme più alte di educazione”.

Come detto, le Acli provinciali stanno lavorando da tempo ad un progetto che abbia come obiettivo la sensibilizzazione dei giovani sui temi della pace, del dialogo interreligioso, dell’accoglienza e dell’Europa. “La storia di Sarajevo – sottolinea il presidente provinciale Paolo Grigolato, che ha accompagnato personalmente la gita – si presta alla perfezione per percorsi scolastici che aiutino i ragazzi a ripercorrere la storia, comprendere l’attualità e provare ad immaginare un futuro. Vogliamo partire dai giovani per provocare le coscienze, per comprendere che non c’è alternativa all’integrazione. E la storia di Sarajevo ci dimostra proprio questo, anche nelle difficoltà di un presente che stenta a ricucire le ferite profonde della guerra, in uno stentato equilibrio interetnico continuamente minacciato dai nazionalismi”.