A settembre gran finale per il progetto contro lo spreco alimentare delle Acli di Venezia

Sedici eventi aderenti. E una prima volta addirittura fuori provincia. A testimonianza di una sensibilità che, fortunatamente, non ha confini. È un grande successo la ripresa di “Buono oggi e anche domani”, il progetto delle Acli provinciali di Venezia contro lo spreco del cibo che quest’anno ha riacceso i motori dopo due anni di stop forzato causa pandemia.

Ad oggi siamo stati alla Festa del Villaggio di San Giuseppe a Mestre, alla Festa di Maggio di Favaro, a Catene in festa, alla Sagra della Parrocchia di San Gervasio e Protasio a Carpenedo, alla festa per i 25 anni del Centro Servizi Volontariato di Venezia, alla Sagra di San Vigilio di Zelarino, alla Sagra di San Benedetto Abate Scorzè, alla Sagra del Capuzzo di Veternigo e a Marano in Festa. Senza dimenticare il grande successo riscosso alla Sagra del Riso di Merlengo (TV), prima volta della nostra iniziativa fuori dalla provincia di Venezia.

E non è finita qui. In questa e nelle prossime settimane saremo presenti alla Sagra di San Liberale, alle Miniolimpiadi di Dese, alla Sagra della Parrocchia del Corpus Domini di Mestre, alla Sagra dea Sbrisa a Forte Bazzera, alla Sagra di Villabona e alla Sagra di Santa Bertilla a Spinea. Anche in occasione di questi eventi gli avventori potranno dunque richiedere il kit antispreco offerto dalle Acli per portare a casa i propri avanzi. Il kit, finanziato con le risorse del “Fondo di Solidarietà del Sindaco” del Comune di Venezia, è composto da una borsetta di carta contenete un contenitore richiudibile e riciclabile e l’opuscolo “Impariamo a non sprecare cibo”, con i dati sulla dimensione dello spreco alimentare in Italia e nel mondo e alcuni suggerimenti pratici per ridurre gli sprechi a livello domestico. Un’opera di sensibilizzazione che le Acli veneziane ritengono fondamentale, considerando che la maggior parte dello spreco alimentare proviene dalle famiglie: a livello globale, ogni anno vengono sprecati 121 chilogrammi di cibo pro-capite, di cui 74 a livello familiare, 32 a livello di servizi di ristorazione e 15 a livello di vendita. 

L’Italia è sotto questa media, con una media di 67 chili pro capite all’anno in ambito familiare, per un totale di 4 milioni di tonnellate, ma si tratta comunque di numeri ancora troppo alti. “Sono numeri – sottolinea Paolo Grigolato, presidente delle Acli provinciali di Venezia – che ci interrogano, soprattutto a livello sociale ed etico: lo spreco alimentare rappresenta una contraddizione intollerabile di fronte al numero crescente di persone assistite dalle associazioni caritative e ai 7 milioni di italiani che sono in condizioni di povertà alimentare, non potendo permettersi un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni. Ne abbiamo avuto una drammatica controprova durante i periodi più duri della pandemia, con file interminabili davanti alle sedi delle associazioni impegnate nella distribuzione di pasti”. Senza considerare il dato ambientale: lo spreco alimentare in Italia comporta l’emissione di circa 3,4 milioni di tonnellate di Co2, oltre 5 considerando anche le emissioni legate allo smaltimento dei relativi rifiuti. Per questo, prosegue Grigolato, “è necessario lavorare per diffondere di una cultura maggiormente attenta e sensibile all’utilizzo responsabile dei generi di prima necessità, attraverso un cambiamento significativo dei nostri modelli di consumo”.

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