Anche le Acli aderiscono a “Spegniamo la guerra, accendiamo la pace”

Ancora una volta le Acli scendono in prima linea in difesa della pace. La nostra associazione aderisce a tutti i livelli alla mobilitazione internazionale “Spegniamo la guerra, accendiamo la pace” di sabato 25 gennaio, dopo aver partecipato alla redazione dell’omonimo appello della Rete della Pace.

“Nelle ultime settimane – sottolinea Marco Bracciali, responsabile del Dipartimento Internazionale delle Acli nazionali – i venti di guerra in Medioriente hanno ripreso forza. L’assassinio del generale iraniano Soleimani ha restituito un mondo ancora più insicuro, con le tensioni tra Iran e Stati Uniti che riemergono in modo violento in un paese, l’Iraq, che sta affrontando una difficile transizione. A questo si aggiunge la guerra civile in Libia, altro teatro di guerra a pochi chilometri dalle nostre coste, a cui la comunità internazionale non trova una soluzione”.

Come sottolinea l’appello della Rete della Pace, “la guerra è un male assoluto e va ripudiata, come recita la nostra Costituzione all’articolo 11: essa non deve più essere considerata una scelta possibile da parte della politica e della diplomazia”. Perché “la guerra non produce solo distruzione, ma cancella anche dall’agenda politica la questione sociale, oramai incontenibile ed esplosa nelle proteste delle popolazioni che hanno occupato pacificamente le piazze e le strade. Non possiamo stare a guardare. Dobbiamo gridare il nostro no alla guerra, alla sua preparazione, a chi la provoca per giustificare la produzione e la vendita di armi. Guerre che, in ogni momento, possono fare da miccia ad un conflitto globale tanto più preoccupante per il potenziale degli armamenti nucleari oggi a disposizione dei potenti del mondo”.


Per tutti questi motivi, prosegue Bracciali, “abbiamo bisogno più che mai di abbattere i muri dell’indifferenza e di riportare tra le persone le ragioni della pace e del dialogo tra i popoli come unico strumento legittimo per risolvere i nodi che stanno soffocando le comunità che vivono sulla propria pelle i conflitti. Per questo aderiamo alle iniziative del 25 gennaio: per noi sarà l’occasione per manifestare il nostro sostegno ai popoli che si battono per il proprio futuro e lanciare un messaggio alle istituzioni italiane ed internazionali affinché investano sul dialogo e sulla cooperazione tra i paesi”.