La “rivoluzione” assegno unico si avvicina. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato lo schema pressocché definitivo della riforma che, fatte salve le ultime limature, scatterà dal prossimo 1° gennaio.
Ricordiamo innanzitutto che la nuova misura riguarda sostanzialmente tutti coloro che hanno figli a carico: lavoratori dipendenti, autonomi, parasubordinati, pensionati, soggetti privi di occupazione avranno diritto ad un assegno “unico” per i figli a carico. Sarà una misura onnicomprensiva, nel senso che andrà a sostituire tutte le forme di sostegno economico alle famiglie con figli attualmente in essere. Andranno quindi “in pensione” gli assegni al nucleo familiare, gli assegni erogati dai Comuni ai nuclei numerosi, l’assegno di natalità, il premio alla nascita e le detrazioni fiscali per i figli a carico.
L’assegno sarà riconosciuto ai nuclei familiari per ogni figlio a carico, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni di età. Nel caso di maggiorenni, l’assegno sarà erogato se il figlio a carico frequenta un corso di formazione scolastica o professionale, svolge un tirocinio ovvero un’attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro è registrato come disoccupato o svolga il servizio civile universale. Se il figlio è disabile, invece, l’assegno è riconosciuto senza limiti di età.
L’importo dell’assegno sarà legato all’Isee del nucleo familiare (prendi appuntamento con Caf Acli Venezia). Per i figli minori si va da un massimo di 175 euro mensili per ogni figlio minore con Isee sotto i 15 mila euro ad un minimo di 50 euro per Isee sopra i 40 mila euro. Tutte le cifre intermedie sono scaglionate su fasce di Isee da 100 euro ciascuna. Per fare alcuni esempi, tra 18.000 e 18.100 l’assegno sarà pari a 159,50 euro a figlio, tra 20.000 e 20.100 a 149,50, tra 22.000 e 22.100 a 139,50, tra 24.000 e 24.100 a 129,50, tra 35.000 e 35.100 a 74,50, tra 37.000 e 37.100 a 64,50.
A queste cifre andranno poi aggiunte le eventuali maggiorazioni, previste per ogni figlio a carico oltre al secondo (da un massimo di 85 euro a un minimo di 15 euro), per figli disabili (in base alla gravità), per madri under 21 (20 euro a figlio), per i nuclei con almeno quattro figli (100 euro mensili) e per i nuclei con entrambi i genitori lavoratori.
Il nuovo assegno sarà erogato per un anno (da marzo dell’anno di presentazione della domanda a febbraio dell’anno successivo), quindi le domande dovranno essere presentate ogni anno. Solo a quelle presentate entro giugno è garantita l’erogazione dell’assegno da marzo, in caso contrario il beneficio sarà corrisposto dal mese successivo alla domanda.
