Assegno unico, “ultima” chiamata: domande entro giugno per non perdere gli arretrati

Una rivoluzione ancora non per tutti. L’introduzione dell’assegno unico, concretizzatasi a partire dallo scorso marzo, non ha ancora raggiunto tutti i potenziali beneficiari. Secondo i dati diffusi a fine aprile dall’Inps, meno di due terzi dei potenziali beneficiari (4,5 milioni su 7 complessivi) aveva provveduto a presentare la domanda.

Eppure, come più volte detto, si tratta di un cambiamento epocale nel campo del sostegno alle famiglie. Si tratta infatti di uno strumento che va a sostituire e riorganizzare in un’unica prestazione l’ampio ventaglio di contributi e bonus a tutela della genitorialità che sono stati introdotti nel tempo. Per “rimediare” i ritardatari hanno comunque tempo fino al 30 giugno. Le domande presentate entro tale termine daranno infatti il diritto a ricevere gli arretrati a partire da marzo. Dopo tale data, invece, l’assegno sarà erogato a partire dal mese successivo rispetto a quello della domanda, ma con la perdita degli arretrati.

Per capire quanto convenga richiedere l’assegno unico basta scorrere l’elenco di tutte le misure abrogate con la sua introduzione: detrazioni fiscali per figli a carico, assegni familiari, assegno di natalità, premio alla nascita, assegno dei Comuni per i nuclei numerosi. Oltre, ovviamente, all’assegno temporaneo, introdotto per specifiche categorie nel 2021 come misura ponte in attesa dell’assegno unico.

Per alcune di queste misure, comunque, l’uscita di scena sarà progressiva. Gli assegni dei Comuni ai nuclei familiari con almeno tre figli a carico, ad esempio, sono abrogati dal 1° marzo. Ma la domanda va presentata al Comune di residenza entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento. Quindi entro il 31 gennaio 2023 sarà possibile richiedere le mensilità dell’assegno relative ai mesi di gennaio e febbraio 2022. Similmente l’assegno di natalità, che viene corrisposto fino al compimento del primo anno di vita del bambino o, in caso di adozione, per i 12 mesi successivi all’inserimento nella famiglia, può essere ancor richiesto per eventi (nascite e adozioni) che si siano verificati entro il 31 dicembre 2021. Anche il premio alla nascita (un contributo una tantum da 800 euro) può essere ancora richiesto per eventi (inizio 8° mese di gravidanza, nascite e adozioni) che si siano verificate entro il 31 dicembre 2021, rispettando il termine di un anno dalla nascita o dall’ingresso in famiglia.

Si sono invece “salvate” e restano regolarmente in vigore le detrazioni d’imposta (ovvero la possibilità di recuperare tramite il 730 una serie di spese sostenute dal contribuente per i figli a carico) e il Bonus asilo nido, il contributo per sostenere le famiglie nel pagamento della retta degli asili nido pubblici e privati. Per le detrazioni d’imposta, in particolare, resta valida l’indicazione di conservare e presentare in sede di compilazione della denuncia dei redditi i giustificativi di spese sostenute per l’iscrizione e la frequenza scolastica (comprese mensa, viaggi d’istruzione e trasporto pubblico), le spese per il tempo libero (attività sportive e corsi di musica) e per l’iscrizione e frequenza di corsi universitari.

(foto www.freepik.com)

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