Bollette a 28 giorni: operatori sleali e rimborsi automatici per tutti

Lega Consumatori: rimborsi bollette a 28 giorni non ancora automatici

I rimborsi devono essere automatici. Repetita iuvant, e speriamo che questa volta basti davvero. La telenovela dei rimborsi per le bollette a 28 giorni, almeno a livello legale, è arrivata alla conclusione. Tra fine gennaio e inizio febbraio altri due provvedimenti hanno definitivamente sconfessato l’operato delle compagnie telefoniche. Prima la storica sanzione dell’Antitrust ai principali operatori di telefonia fissa: 228 milioni di multa per aver fatto cartello e limitato la concorrenza. Poi il deposito delle motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato, che già lo scorso anno aveva definitamente sconfessato il comportamento tenuto dagli operatori fra giugno 2017 e aprile 2018. Ora nero su bianco si sancisce che i rimborsi devono essere di massa e automatici: tutti gli utenti coinvolti (circa 10 milioni) devono cioè ricevere quanto indebitamente sottratto all’epoca, e senza dover avviare alcuna procedura particolare.

“La sentenza del Consiglio di Stato – sottolinea Patrizio Negrisolo, vicepresidente della Lega Consumatori Venezia, l’associazione dei consumatori delle Acli – è chiarissima e dura nei confronti degli operatori coinvolti: la condotta delle compagnie è definita infatti “eccentrica”, “sleale” ed “eversiva”. Da un lato è sottolineato come sia stata utilizzata una cadenza temporale assolutamente estranea e contraria ai normali usi commerciali. Dall’altro si evidenzia come tale scelta sia stata comune a tutti i principali operatori di mercato: il Consiglio di Stato non si spinge a denunciare l’esistenza di un vero e proprio cartello tra le aziende del settore, ma sottolinea l’aggiramento delle norme che garantiscono, in caso di aumento tariffari, la possibilità per l’utente di cessare il contratto o passare ad altro operatore. Ma se tutti gli operatori mettono in pratica la medesima pratica, poi rivelatasi scorretta, tale garanzia viene meno. Ognuno, in sostanza, ha blindato la propria clientela”.

Dopodiché il Consiglio di Stato sostiene come detto che gli utenti debbano essere rimborsati in automatico, sottolineando la necessità non solo “del riallineamento (ovviamente, d’ufficio) della cadenza mensile di fatturazione”, ma anche “il conseguente conguaglio (sempre d’ufficio) per il disallineamento cagionato da una fatturazione a cadenza diversa”.

Un punto, quest’ultimo, particolarmente importante, perché le parziali forme di risarcimento previste finora dalle compagnie prevedevano comunque un’attivazione da parte dell’utente. Una pratica “vincente”, in quanto ha ridotto in modo considerevole il numero di rimborsi effettivamente realizzati. “Io stesso – conclude Negrisolo – ho cercato di recuperare il rimborso contattando il call center del mio gestore. Ho fatto reclamo telefonico a novembre 2019 e solo oggi, dopo ulteriori due solleciti, sono forse prossimo a ricevere l’accredito di quanto mi spetta. Mi chiedo se un utente medio avrebbe mai avuto la mia costanza e conoscenza del sistema per ottenere un rimborso di 26 euro più Iva”.

La Lega Consumatori Venezia è a disposizione per chiarimenti e consulenze.