Cancellazione dei voli e vacanze rovinate: ecco come difendersi dai disservizi

I disservizi del trasporto aereo sono purtroppo una delle note dolenti di questa estate. La ripresa massiccia dei viaggi, dopo le difficili estati della pandemia, si sta infatti scontrando con le difficoltà di molti vettori ad adattarsi alla forte ripresa del settore turistico. “In molti paesi – sottolinea Patrizio Negrisolo, vicepresidente della Lega Consumatori Venezia – il blocco dei voli determinato dal Covid si è tradotto in un licenziamento di massa dei lavoratori. Quando è stato il momento di ripartire, recuperare questa forza lavoro non è stato semplice: le compagnie lavorano quindi sul filo del rasoio a ranghi ridotti e basta un minimo intoppo per far scattare il disservizio. Cosa che, in molti casi, si traduce in una vacanza completamente rovinata, con un danno economico che si allarga ad albergo, noleggi e così via”.

Se questa è la situazione generale, come tutelarsi? “Il primo consiglio, come sempre, è quello di essere il più possibile consumatori consapevoli. Al momento della prenotazione è bene non guardare solo al prezzo del biglietto, ma anche all’affidabilità e reputazione della compagnia. In questo senso, a volte può essere sufficiente controllare in rete l’esperienza di altri viaggiatori per evitare di scegliere vettori refrattari ad ogni tipo di regola”.

Cosa fare però nel caso di cancellazione del volo, magari, come più volte sta capitando in queste settimane, quando i viaggiatori sono già arrivati in aeroporto? “Il Regolamento Europeo 261/04 definisce il “negato imbarco” quando il passeggero, pur in possesso di un biglietto aereo valido, si presenta all’imbarco entro il termine indicato, ma non viene comunque imbarcato Attenzione: negare l’imbarco può essere una prerogativa della compagnia in presenza di ragionevoli motivi, ad esempio di salute o di sicurezza o per l’irregolarità dei documenti di viaggio. In questo caso il negato imbarco non si traduce in nessun rimborso”.

Diverso il caso di altre situazioni che possono verificarsi. Il primo è quello dell’overbooking, ovvero quando il vettore vende un numero di biglietti superiore ai posti disponibili sull’aereo. In questo caso, la compagna deve in prima battuta verificare se vi siano, tra i passeggeri, dei volontari disposti a rinunciare al proprio posto. Al passeggero che rinuncia spontaneamente alla prenotazione spetta la scelta tra il rimborso entro 7 giorni del prezzo del biglietto e la riprotezione, cioè l’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale con partenza il prima possibile o in una data successiva più conveniente per il passeggero. Se non ci sono volontari il passeggero cui viene negato l’imbarco ha diritto a una compensazione pecuniaria, che varia dai 250 a i 600 euro in base alla percorrenza prevista del volo cancellato.

In caso invece di negato imbarco per cancellazione del volo, i passeggeri possono scegliere tra tre opzioni: rimborso forfettario (250 euro per tratte fino a 1.500 chilometri, 400 da 1.500 a 3.500 chilometri, 600 sopra i 3.500 chilometri); imbarco su un volo alternativo quanto prima possibile in relazione all’operativo della compagnia aerea; imbarco su un volo alternativo in una data successiva più conveniente per il passeggero. Il rimborso può essere ridotto del 50% nel caso in cui la compagnia offra la riprotezione su un volo alternativo sino alla destinazione finale con un ritardo massimo di 2, 3 o 4 ore (per i collegamenti fino a 1.500, 3.500 o oltre 3.500 km). Inoltre il passeggero ha sempre diritto all’assistenza (pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa, sistemazione in albergo, nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti, trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa, due chiamate telefoniche).

“Ovviamente – sottolinea Negrisolo – chi percorre la via del risarcimento si troverà quasi sempre a fare i conti con l’opposizione del vettore, che o non risponderà ai reclami o si difenderà sostenendo che la cancellazione è dipesa da “causa a lui non imputabile”. Soprattutto laddove si richieda un risarcimento anche per il danno da “vacanza rovinata”. In questi casi si consiglia attraverso di procedere, decorse 8 settimane dal reclamo, ad un ulteriore reclamo presso l’ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che potrà sanzionare comportamenti scorretti e dare al viaggiatore la possibilità di essere risarcito”.

Anche in questo ambito, la Lega Consumatori Venezia è a disposizione per consulenze e per l’assistenza per la presentazione dei reclami: a questa pagina i recapiti e modalità per fissare un appuntamento.

(immagine creata da www.freepik.com)

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