Cerchiamo nuovi volontari per il recupero del cibo nelle mense scolastiche!

Anche in questo anno scolastico è ormai a pieno regime “La mensa che non spreca”, l’iniziativa per il recupero delle eccedenze delle mense scolastiche di Mestre, avviato nel 2021 grazie all’iniziativa di un gruppo di genitori e gestito da Comune di Venezia, Acli provinciali di Venezia e Ames spa.

Da novembre, grazie al coinvolgimento dei volontari di Auser e Anvolt, è infatti ripreso il recupero del cibo non scodellato in alcune scuole di Mestre, e la redistribuzione di quanto raccolto nelle mense solidali gestite dalla Casa dell’Ospitalità, dai frati Cappuccini e dalla Caritas di Venezia.

Anche quest’anno il progetto continua a crescere. A breve entreranno infatti nella rete altre tre scuole primarie (la Valeri di Favaro, la De Amicis di Campalto, la Baseggio di Marghera) e la mensa della Casa d’Accoglienza Papa Francesco di Marghera gestita dalla Caritas Veneziana.

Più scuole e famiglie coinvolte, più cibo raccolto, più aiuto alle mense solidali. Ma per raggiungere questo intento abbiamo bisogno di nuovi volontari per il recupero delle eccedenze dalle mense scolastiche e la consegna ai beneficiari. Si tratta di un impegno di un’ora e mezza nella fascia pomeridiana (circa 14.30-16.00), anche solo una volta alla settimana. È richiesto il possesso della patente B, mentre il mezzo per gli spostamenti è messo a disposizione dal progetto. Chiunque voglia mettersi a disposizione per questo importante e stimolante servizio può rivolgersi alla segreteria delle Acli provinciali di Venezia telefonando allo 0415314696 (int. 8) o scrivendo a e-mail segreteria.venezia@acli.it.

I numeri dell’iniziativa sono davvero importanti, grazie al coinvolgimento di sei istituti comprensivi di Mestre (Giulio Cesare, Querini, Viale San Marco, Da Vinci e Spallanzani, Trentin), per un totale di 10 scuole primarie partecipanti. Nel 2024/2025 sono stati “salvati” precisamente 5.737 chilogrammi di eccedenze, che sono divenuti circa 21.000 pasti serviti a una media di 150 beneficiari al giorno (clicca qui per scaricare il rapporto completo).

Un lavoro di recupero dal grande valore a livello anche ambientale ed economico. Il cibo recuperato ha comportato infatti una riduzione di emissioni di Co2 pari a 25.815 kg. Ipotizzando poi un costo di 5 euro a pasto, il risparmio complessivo per gli enti beneficiari è quantificabile in 105.000 euro. Cifre che vanno ulteriormente moltiplicate, considerando che da quando nel 2021 il progetto è iniziato sono stati recuperati quasi 28 mila chilogrammi di cibo.

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