Congresso Fap Acli Venezia: oltre la pandemia, anziani ancora al centro

Tempo di congressi per la Fap, la Federazione Anziani e Pensionati delle Acli. È partito infatti con i congressi provinciali il lungo percorso di democrazia associativa che culminerà a giugno nel VI Congresso nazionale in programma a Roma.

Il Congresso della Fap Acli Venezia è stato celebrato sabato 30 aprile al Centro Cardinal Urbani di Zelarino. Una mattinata dedicata non solo al rinnovo delle cariche associative, ma anche a tracciare un bilancio di quattro anni che, anche per la FAP veneziana, sono stai resi unici dalla pandemia. “Questo mandato congressuale – ha sottolineato il segretario uscente Franco Marchiori – si è svolto cercando di collegare la funzione di rappresentanza della Fap Acli con una riflessione che ha seguito due direttrici strettamente collegate tra loro. Da un lato la rivisitazione del concetto di welfare,approfondendone la visione intergenerazionale. Dall’altro l’approfondimento sulla sanità e le disuguaglianzenell’accesso al diritto alla salute”. Due direttrici che, con la pandemia, hanno finito per saldarsi, come simbolicamente rappresentato dall’opuscolo “Welfare intergenerazionale, sanità e disuguaglianze: oltre la pandemia” presentato in occasione dell’assise. Una ripresa delle ricerche sul welfare intergenerazionale e sul rapporto tra sanità pubblica e privata pubblicate in questi anni, arricchita con il diario-agenda redatto periodicamente in questo biennio dalla Fap regionale per seguire le fasi più acute dell’emergenza Covid.

“Quando si parla di centralità degli anziani – riporta la mozione finale – è inevitabile pensare al fondamentale patto intergenerazionale da cui dipende la sostenibilità del sistema pensionistico. O ricordare come in tantissimi casi gli anziani siano un vero e proprio “capitale sociale”, perno di un welfare familiare da cui dipende la redistribuzione dei redditi e il sostegno, non solo economico, a favore delle generazioni più giovani. Ma dall’altro lato occorre fare i conti su come il trascorrere degli anni rischi di attenuare gradualmente l’apporto delle persone anziane. Alla visione intergenerazionale dell’anziano come risorsa si affianca dunque l’idea di un maggiore carico di cura nel contesto dell’invecchiamento delle persone”.

Una visione dell’anziano come opportunità e vincolo su cui è intervenuto il fatto enorme della pandemia, con il suo carico di sofferenze e lo stravolgimento del sistema di welfare, a partire dall’ambito sanitario. Finendo per riportare l’attenzione sull’assoluta centralità della sanità pubblica, l’unica in grado di garantire l’universalità dell’accesso alle cure. “Abbiamo fatto esperienza di un momento di grande eguaglianza, in cui grazie all’enorme impegno e sacrificio del personale sanitario il settore pubblico si è fatto carico della quasi totalità della risposta assistenziale, accogliendo tutti coloro che sono stati colpiti dal Covid. Questo in evidente contrasto con le tendenze evidenziate prima della pandemia, caratterizzate da crescenti disuguaglianze basate sul ricorso, per chi se lo poteva permettere, alla sanità privata.Anche per questi motivi la Fap ha voluto aderire all’appello “Senza anziani non c’è futuro” proposto dalla Comunità Sant’Egidio nella primavera del 2020, per opporsi all’idea di una sanità selettiva basata su quella cultura dello scarto già denunciata da Papa Francesco”.

Ecco allora la necessità di prendersi cura, ora più che mai degli anziani, favorendo il più possibile la loro autosufficienza: il modo migliore per salvaguardare quel “capitale sociale” di cui, come detto, le nostre comunità hanno assoluto bisogno. “Un prendersi cura – ha concluso Marchiori – che in questi anni ha caratterizzato anche l’operato della Fap Acli Venezia, cercando di favorire il più possibile l’invecchiamento attivo e l’assistenza per l’accesso ai servizi e, di conseguenza, ai diritti di cittadinanza. Un modo, anche questo, per provare a ricostruire la speranza, oltre la pandemia”.

Nel corso del Congresso sono stati eletti i componenti del nuovo Comitato provinciale, che resteranno in carica per il prossimo quadriennio (Fabio Dani, Leopoldo Fasolato, Antonio Giora, Pietro Golin. Franco Marchiori, Anna Meneghel, Alessandro Saccarola, Giorgio Sperni e Valter Zamberlan). A loro, alla prima seduta, spetterà il compito di scegliere il nuovo segretario provinciale.

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