“Noi oggi non possiamo pregare per la Chiesa e non pregare per questo paese. Non possiamo e non vogliamo pregare per i cattolici senza nello stesso tempo pregare e lavorare per il bene di tutti gli uomini e le donne con cui in questa terra da secoli condividiamo il bene e il male. L’uomo si rivela tale quanto più è impegnato da ciò che lo caratterizza ed eleva su tutto il creato, vale a dire il sentimento dell’amore e dell’altruismo. Cosa c’è di più umano della capacità di compatire l’altro fino al punto di ignorare le sue mancanze? Di offrire il perdono diventando costruttore con lui della convivenza pacifica? Finché nel cuore umano sopravviverà questa capacità, il nostro mondo, nonostante tutte le sconfitte, avrà la speranza”.
Per porgervi i nostri auguri di buona Pasqua prendiamo in prestito le parole di monsignor Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo e grande amico della nostra associazione, che abbiamo avuto il privilegio di ospitare a Venezia poche settimane fa. Da una città e una terra martiri, dove le profonde ferite della guerra di oltre vent’anni fa ancora tardano a rimarginarsi, ci giunge un messaggio di fiducia e speranza. Fiducia nel futuro. Fiducia nell’uomo. Fiducia nella capacità dell’umanità di rigenerarsi, sempre e comunque.
La certezza della Risurrezione aiuti tutti noi a rafforzare questa fiducia e a guardare con speranza al sorgere di un nuovo giorno, per il nostro paese e per il mondo tutto. Buona Pasqua di cuore, a voi e ai vostri cari.
