Diritto alla riparazione, presto nuove regole a favore dei consumatori e dell’ambiente

Quando un elettrodomestico o uno smartphone si rompe, la soluzione più immediata è spesso (purtroppo) comprarne uno nuovo. Un’abitudine dannosa per le tasche dei consumatori e per l’ambiente, che dovrebbe a breve cambiare grazie all’entrata in vigore della Direttiva UE sul diritto alla riparazione, nata proprio per rendere più semplice, conveniente e trasparente riparare i prodotti anziché sostituirli. “Dovrebbe” perché la direttiva è entrata in vigore a livello europeo nel 2024 e gli stati membri avrebbero dovuto recepirla entro il 31 luglio di quest’anno. In Italia il passaggio decisivo è l’approvazione del decreto legislativo che dovrà modificare il Codice del consumo. Un decreto che deve completare ancora il suo percorso di approvazione, ritardando l’effettiva entrata in vigore delle nuove norme.

Sia come sia, la strada ormai è tracciata, con il duplice obiettivo di aiutare le famiglie a risparmiare e di ridurre l’impatto ambientale, contrastando la cultura dell’usa e getta che negli ultimi anni ha fatto aumentare in modo esponenziale i rifiuti elettronici e il consumo di materie prime. Con l’aiuto della Lega Consumatori Venezia scopriamo le novità principali che saranno introdotte dalla nuova normativa.

Innanzitutto la direttiva si applica ad una serie specifica di prodotti, tra cui lavatrici, lavasciugatrici, lavastoviglie, frigoriferi e congelatori, display elettronici, aspirapolvere, smartphone e tablet, beni che incorporano batterie per mezzi di trasporto leggeri (come e-bike e monopattini). Tra i principali prodotti esclusi invece dalla riforma troviamo pc portatili e ferri da stiro.

Per i prodotti indicati, le case produttrici dovranno fornire ai consumatori informazioni chiare e dettagliate sulla riparabilità dei prodotti, tra cui l’elenco dei pezzi di ricambio necessari, l’ubicazione dei centri di assistenza terzi (non solo quelli convenzionati), i costi di riparazione. In generale i contratti non potranno più contenere clausole che ostacolino la riparazione, né i produttori potranno rifiutare l’intervento per motivi economici o perché il prodotto è stato precedentemente riparato da un altro soggetto.

Durante il periodo di garanzia legale di due anni, la riparazione sarà gratuita, salvo che non risulti economicamente più conveniente sostituire il bene. Se poi un consumatore sceglie di far riparare un prodotto difettoso invece di sostituirlo durante il periodo di garanzia, la copertura sarà prolungata automaticamente di altri dodici mesi. Una misura che incentiva la riparazione e offre una tutela aggiuntiva a chi decide di non acquistare subito un bene nuovo.

Se invece il bene è fuori garanzia e occorre una diagnosi tecnica, il riparatore potrà richiedere un contributo, ma dovrà informare il cliente prima di effettuare qualsiasi intervento. In alcuni casi potrà essere messo a disposizione anche un prodotto sostitutivo temporaneo oppure, se la riparazione non è possibile, un bene ricondizionato. Per favorire una scelta consapevole sarà introdotto un modulo europeo standardizzato con le principali informazioni sull’intervento: costo, tempi di riparazione, natura del guasto ed eventuale disponibilità di un prodotto sostitutivo. Il preventivo resterà valido per almeno trenta giorni, consentendo di confrontare più offerte.

Entro luglio 2027 sarà infine attiva una piattaforma online che aiuterà i cittadini a trovare riparatori qualificati, rivenditori di prodotti ricondizionati e iniziative come i “repair café”, dove è possibile riparare gli oggetti con il supporto di volontari.

“Il diritto alla riparazione – sottolinea il presidente della Lega Consumatori Veneto Patrizio Negrisolo – rappresenta un passo importante verso un modello di consumo più sostenibile, capace di coniugare tutela dei consumatori, risparmio economico e riduzione degli sprechi. Un cambiamento destinato a favorire un’economia sempre più circolare, nella quale riparare torna a essere la prima scelta e acquistare un prodotto nuovo diventa davvero l’ultima soluzione”.

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