Come anticipato nelle scorse settimane, è partita anche nel nostro territorio una piccola rivoluzione per le pratiche di invalidità civile. È infatti iniziata anche a Venezia la sperimentazione della riforma della disabilità, in vigore dal 1° marzo 2026 in 40 province (oltre alle 20 già coinvolte dal 2025) e destinata a estendersi a tutta Italia nel 2027.
E come sempre in questi casi, il passaggio dal vecchio al nuovo regime non è esente da intoppi. Per questo il Patronato Acli Venezia ha attivato un nuovo servizio per le visite mediche finalizzate al rilascio del nuovo certificato medico introduttivo, che come spiegato di seguito è il fulcro, dal punto di vista burocratico, della riforma. Le visite, eseguite da un medico convenzionato con il nostro Patronato, sono prenotabili telefonando allo 0415314696 (int. 2) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.
Dal punto di vista procedurale, il cambiamento principale riguarda le modalità di avvio dell’iter di accertamento della disabilità, che interessa chi presenta una nuova domanda di invalidità civile, indennità di accompagnamento o riconoscimento dell’handicap ai sensi della legge 104/1992. Una pratica che coinvolge ogni anno decine di migliaia di cittadini: nel 2024 in Veneto sono state presentate oltre 198.000 domande, di cui circa 40.000 solo nella provincia di Venezia. Con il nuovo sistema il procedimento partirà con l’invio telematico del certificato da parte del medico, abbreviando le tempistiche. Dopo l’accertamento sanitario sarà necessario fornire quanto prima i dati socio-economici richiesti dall’INPS, anche con l’assistenza del nostro Patronato, per verificare il diritto ai benefici collegati allo stato di invalidità.
“La riforma della disabilità, nel suo complesso, è certamente un passo in avanti – sottolinea Loris Montagner, direttore regionale e provinciale del Patronato Acli -. Ma come già verificato nei territori in cui la sperimentazione è già in atto, tra cui Vicenza, le difficoltà operative creano un tappo burocratico, con ricadute negative sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”.
Tutto ruota attorno al nuovo certificato medico introduttivo che come detto dà il via all’iter della domanda. “I vecchi certificati emessi prima del 28 febbraio sono scaduti – sottolinea Montagner – e non più utilizzabili per l’inoltro delle domande. Tuttavia, la scarsa informazione e formazione tra i medici di base rischia di rallentare il rilascio dei nuovi certificati: negli altri territori già coinvolti, nei primi due mesi di sperimentazione le domande sono crollate del 60-80% e ancora oggi, a distanza di mesi, non sono tornate ai livelli pre sperimentazione. Come Patronato Acli Venezia ospiteremo presso i nostri spazi medici convenzionati per l’espletamento delle visite, ma sicuramente non riusciremo a dare risposta a tutti”.
C’è poi il nodo dei costi. Nei territori già in sperimentazione, il costo medio del certificato è passato da 65-80 euro a 150-250 euro, interamente a carico delle famiglie anche in caso di rigetto. “Da un lato questo costo rappresenta per molti un ostacolo economico all’accesso ai diritti, con il rischio che una riforma nata per garantire equità finisca per accentuare le disuguaglianze. Dall’altro lato è un disincentivo ad avviare l’iter nel caso in cui l’obiettivo non sia un supporto economico, ma ad esempio le richieste di protesi o dei giorni di permesso lavorativo per i familiari”.
C’è infine il tema della scarsa conoscenza delle nuove procedure da parte degli stessi cittadini. “La trasmissione del certificato avvia l’iter – conclude Montagner –, ma senza la trasmissione dei dati socioeconomici all’INPS si perdono le prestazioni a cui si ha diritto. Per questo invitiamo i cittadini a presentarsi tempestivamente presso le nostre sedi con una copia del certificato medico introduttivo e della ricevuta di presentazione, per consentire la corretta trasmissione dei dati e garantire un’assistenza completa durante l’intero procedimento. In una fase di cambiamento così delicata, l’accompagnamento è essenziale per non perdere le prestazioni a cui si ha diritto”.
