Fondo San Nicolò, parte la seconda fase: 160mila euro per le famiglie in difficoltà

Se sul fronte sanitario, grazie ai vaccini, si comincia a intravedere una timida luce in fondo al tunnel, sul fronte economico le conseguenze della pandemia si fanno di giorno in giorno sempre più pesanti, anche nel nostro territorio. Per questo motivo il Patriarcato di Venezia lancia la seconda fase del Fondo San Nicolò, appositamente istituito lo scorso giugno per sostenere le persone e le famiglie messe in difficoltà economica dall’emergenza coronavirus: a disposizione 160 mila euro per cercare di rispondere alla pandemia sociale innescata dalla diffusione del virus.

Anche in questa fase il fondo sarà gestito dalla Caritas Veneziana in collaborazione con le Acli provinciali di Venezia, che tramite la propria segreteria garantiscono supporto e assistenza per la presentazione delle domande (in caso di necessità è possibile scrivere all’indirizzo mail segreteria.venezia@acli.it o telefonare al 333.1887649, numero attivo esclusivamente per le richieste relative al Fondo San Nicolò).

Nella prima fase, da giugno a dicembre 2020, il fondo ha permesso di far fronte alle emergenze assolute collegate alla rapida e drastica chiusura delle attività produttive: in tutto sono state vagliate 180 domande di accesso, erogando complessivamente 156.000 euro di contributi a 155 famiglie. Con la nuova edizione, l’iniziativa si evolve per stare al passo con le necessità che emergono dal territorio, in particolare la difficoltà per molte categorie di lavoratori di reinserirsi in un tessuto produttivo sempre più fragile.

I requisiti e le modalità per presentare la domanda sono dettagliati nella pagina dedicata al fondo nel sito del Patriarcato di Venezia, da cui è possibile anche scaricare tutta la modulistica. L’iniziativa è rivolta ai residenti nel territorio del Patriarcato, in particolare a persone che hanno perso il lavoro a causa dell’emergenza Covid-19, a lavoratori stagionali, precari e occasionali (ad esempio del settore turistico), a lavoratori autonomi colpiti dalla crisi e a lavoratori in cassa integrazione che non hanno ancora percepito il sostegno.

Il requisito fondamentale per l’accesso al fondo è il collegamento diretto tra la crisi determinata dall’emergenza Covid e la condizione critica, a livello economico e/o occupazionale, del richiedente. Inoltre occorre trovarsi sotto la soglia di povertà, fissata in 400 euro al mese per ogni componente del nucleo famigliare. 

Qualora ricorrano questi requisiti, possono presentare domanda anche coloro che hanno già ricevuto un sostegno nella prima fase. Il contributo erogato può variare da 350 euro (in caso di persone singole) a 750 euro (in caso di famiglie con 3 o più figli) e sarà reiterabile per un massimo di tre mesi, salvo esaurimento del fondo.