“Gioia e speranza”: il 5 maggio a Mestre incontro con Pier Luigi Bersani ed Emiliano Manfredonia

Saranno due voci autorevoli del panorama politico e sociale italiano, Pier Luigi Bersani ed Emiliano Manfredonia, i protagonisti dell’incontro pubblico “Gioia e speranza. Pace, lavoro, dignità: il pensiero sociale dei cristiani a servizio del bene comune”, promosso dalle Acli provinciali di Venezia.
L’appuntamento è in programma martedì 5 maggio alle ore 18.00 presso il Centro Santa Maria delle Grazie, in via Poerio 32 a Mestre.

La presenza di Bersani, già protagonista della vita politica nazionale, e di Manfredonia, presidente nazionale delle Acli, rappresenta un’occasione di particolare rilievo per il territorio veneziano: un dialogo tra esperienze e sensibilità diverse, accomunate dall’attenzione ai temi del lavoro, della giustizia sociale e della partecipazione democratica. Il punto di partenza del confronto sarà la Gaudium et Spes, la costituzione pastorale del Concilio Vaticano II che richiama la responsabilità dei cristiani nel leggere i segni dei tempi e nel contribuire alla costruzione di una società più giusta e solidale. Al centro dell’incontro ci saranno questioni cruciali per il presente e il futuro delle comunità: la costruzione della pace, la qualità e il senso del lavoro, la tutela della dignità delle persone, riletti alla luce del pensiero sociale cristiano e delle sfide contemporanee.

“Siamo a cavallo di vari anniversari – sottolinea il presidente delle Acli Veneziane Pierangelo Molena -. Poco più di sessant’anni fa, a dicembre 1965, veniva prolungata la Gaudium et Spes, mentre il 2 giugno festeggeremo gli ottant’anni della nostra Repubblica. Vogliamo quindi rileggere l’impegno per la costruzione del bene comune alla luce di uno dei documenti fondamentali del Concilio, che ha messo la Chiesa e i cristiani dentro la storia, nel segno della prossimità, dell’ascolto, del servizio. Un passaggio fondamentale da un cristianesimo di convezione ad un cristianesimo di convinzione, che invita a leggere i segni dei tempi. Accettando, senza ingenuità, alcuni tratti decisivi della modernità. Ma non rinunciando a mettere in guardia contro le generazioni della tecnica, del potere, della corsa agli armamenti”.

“Un documento di sessant’anni fa profetico fin dal titolo – conclude Molena –, che nonostante il tempo che passa non perde di freschezza, attualità e capacità di stimolare. Con l’appuntamento del 5 maggio contiamo di offrire alla cittadinanza un momento di confronto di alto profilo capace di collegare il patrimonio del pensiero sociale cristiano alle sfide contemporanee, stimolando riflessioni e responsabilità condivise”.

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