Gioia e speranza, per affrontare da cristiani le sfide del mondo contemporaneo

Un dialogo tra esperienze e sensibilità diverse, accomunate dall’attenzione ai temi del lavoro, della giustizia sociale e della partecipazione democratica. Un incontro per ribadire l’attualità profetica della Gaudium et spes, a sessant’anni dalla sua promulgazione, e rileggere a partire dai sui contenuti le sfide della contemporaneità. Con il contributo di Pier Luigi Bersani e del presidente nazionale Acli Emiliano Manfredonia, il 5 maggio al Centro Culturale Santa Maria delle Grazie di Mestre le Acli Veneziane hanno dato il via ad un percorso di riflessione sull’impegno sociale, in particolare dei cattolici (sulla pagina Facebook delle Acli di Venezia è disponibile la registrazione integrale). “Sentiamo il dovere – ha sottolineato il presidente provinciale Pierangelo Molena – di contribuire alla riscoperta dei fondamentali del pensiero sociale della Chiesa. A far tesoro di questo magistero per imparare a cooperare all’interno delle nostre comunità, imparando dalla storia e preparandosi al meglio a costruire il futuro”.

Il punto di partenza non poteva che essere la Gaudium et spes, la costituzione pastorale che “chiuse” il Concilio Vaticano II, mettendo la Chiesa e i cristiani dentro la storia, nel segno della prossimità, dell’ascolto, del servizio.

“Al di là dei tanti temi toccati, in modo spesso profetico – ha sottolineato Emiliano Manfredonia -, la vera forza della Gaudium et spes sta nella sua capacità di insegnarci una postura, un atteggiamento per stare come cristiani nel mondo. Nel Vangelo Gesù è sempre in cammino tra le persone, tra i loro problemi. Le mette al centro, le tocca, tocca le loro ferite e le loro sofferenze. Tutto questo si ritrova nella Gaudium et spes, che tratteggia il volto di una Chiesa che cammina tra la gente e ascolta il suo grido, soprattutto quando è un grido di dolore”.

“La Gaudium et spes, come disse Paolo VI chiudendo il Concilio, inaugura un nuovo umanesimo della Chiesa – ha affermato Bersani –. Tante volte nella storia la Chiesa ha fatto i frontali col mondo a lei contemporaneo. La scelta di essere Chiesa nel mondo contemporaneo fu una svolta millenaria. Cambia lo sguardo della Chiesa sul mondo, fino ad allora fortemente pessimistico. Cambia lo sguardo sull’umanità, riponendo maggiore fiducia nell’uomo. Il tutto sapendo anticipare le nuove sensibilità che avrebbero poi caratterizzato gli anni Sessanta, il desiderio di partecipazione, di protagonismo, di assunzione di responsabilità delle nuove generazioni”.

“A innescare questa svolta fu il vostro patriarca, Papa Giovanni – ha proseguito Bersani -. Per me un modello, per il metodo che seppe seguire: il coraggio di una scossa e la capacità di farla accettare. Cambiare rassicurando. Magari avere questa capacità in politica. E da allora la Chiesa è rimasta in quel solco, in questa capacità di stare dentro al contemporaneo. Prendiamo ad esempio la Fratelli tutti di Papa Francesco. Un documento straordinario per la capacità di leggere quell’intreccio tra tecnologia, profitto e politica di potenza che caratterizza il mondo d’oggi e che sta sacrificando il creato e l’umanità”.

Ecco dunque che la Gaudium et spes continua ad essere un faro per affrontare le sfide di oggi, a partire da quella del lavoro dignitoso. “Il progresso ha fatto grandi cose nella storia dell’umanità – ha spiegato Manfredonia -, ma oggi, in un mondo così accelerato, ci sono i segnali di un progresso che impoverisce, economicamente e umanamente. La tecnologia, le piattaforme, hanno portato ad una involuzione del lavoro, soprattutto per i giovani. Dalla nostra ricerca annuale basata sulle dichiarazioni dei redditi elaborate dal nostro Caf emerge il quadro di un lavoro estremamente fragile, povero. Il 23% dei lavoratori ha più impieghi, perché un lavoro non basta, ma continua a percepire redditi inferiori rispetto ai lavoratori stabili. Non è solo una fragilità retributiva, ma anche relazionale, perché tramite il lavoro si creano legami tramite cui le persone si riconoscono. Se il lavoro non c’è, o è precario, o poco dignitoso, le relazioni si sfilacciano, come si sfilaccia la democrazia. Una società sfilacciata può far comodo a qualcuno, perché saltano le rivendicazioni. Ma attenzione che salta anche la solidarietà. Da cristiani non possiamo non metterci a lavorare perché queste cose cambino. E lo possiamo fare solo seguendo il solco della Gaudium et spes”.

“Siamo davanti a disuguaglianze sempre più enormi – ha ribadito Bersani -. Prendiamo le piattaforme: in cima c’è chi possiede l’algoritmo e guadagna senza limiti, alla base lavoratori semi schiavizzati. Davanti a ciò, serve una battaglia sulle idee. Serve un fronte culturale, che unisca l’umanesimo cristiano e quello laico, che rimetta al centro, a tutti i livelli, l’uomo e la sua dignità. In questo momento è proprio la Chiesa a tirare la volta, è sua la voce più netta e chiara su questi temi, mentre il fronte laico in molti casi arranca”.

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