“Il voto che cambiò la storia”: il 7 giugno appuntamento a Martellago

Un’occasione per riflettere sulle radici della democrazia italiana e sul valore della partecipazione civica. Domenica 7 giugno alle ore 17.00 l’Auditorium SS. Salvatore di Martellago ospiterà “Il voto che cambiò la storia” un doppio appuntamento promossa dal gruppo Nuovi Venti delle Acli di Martellago insieme ad ANPI e Catartica per celebrare l’ottantesimo anniversario di uno dei momenti più significativi della storia del Paese: il voto del 2 giugno 1946, quando le donne italiane parteciparono per la prima volta a una consultazione politica nazionale.

L’evento prenderà il via con la proiezione del cortometraggio “I 5 segreti per vincere una partita a carte”, un racconto che intreccia le vicende delle donne della Costituente con quelle di tante cittadine comuni che, nel 1946, poterono finalmente esprimere la propria voce attraverso le urne. Storie diverse ma unite da un medesimo filo conduttore: la consapevolezza che la partecipazione è uno degli strumenti più importanti per contribuire al cambiamento della società.

A seguire, il dialogo con Paola Maria Bonomo, presidente del Senato degli studenti dell’Università di Padova, offrirà l’occasione per confrontarsi su temi particolarmente rilevanti per il presente, come la partecipazione civica delle nuove generazioni e il fenomeno crescente dell’astensionismo. Un tema che interroga la qualità della democrazia e richiama tutti, soprattutto i più giovani, a una riflessione sul valore del voto e dell’impegno pubblico.

Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica e a eleggere l’Assemblea Costituente incaricata di scrivere la nuova Costituzione. Per milioni di donne, però, quella consultazione rappresentò qualcosa di ancora più importante: il primo esercizio pieno del diritto di voto.

Quel giorno le donne non furono soltanto elettrici. Ventuno di loro entrarono nell’Assemblea Costituente, contribuendo alla stesura della Carta fondamentale della Repubblica e portando nelle istituzioni temi che sarebbero diventati centrali nella vita del Paese, dall’uguaglianza dei diritti alla tutela del lavoro e della famiglia.

A distanza di ottant’anni, il significato di quella conquista resta più che mai attuale. In un’epoca in cui l’astensionismo continua a crescere e sempre meno cittadini partecipano alle consultazioni elettorali, ricordare il valore del voto significa interrogarsi sulla qualità della democrazia e sul ruolo che ciascuno può svolgere nella vita pubblica.

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