In attesa della riforma, ecco come andare in pensione nel 2021

Le riflessioni e i tavoli per la riforma delle pensioni sono già stati avviati, come ha confermato il ministro del Lavoro Andrea Orlando nel dialogo-intervista con il presidente delle Acli veneziane Paolo Grigolato. D’altronde questo è l’ultimo anno di vigenza della sperimentazione di Quota 100 e, per forza di cose, nel 2022 il sistema pensionistico andrà incontro ad alcuni importanti cambiamenti.

Come è possibile andare in pensione in questi mesi, fino alla fine dell’anno? Quali opzioni e quali requisiti sono necessari? Di seguito, opzione per opzione, presentiamo una veloce sintesi dei requisiti richiesti. Le sedi del Patronato Acli della provincia di Venezia sono a disposizione per consulenze previdenziali personalizzate e per l’assistenza in tutte le fasi di presentazione della domanda di pensione. Per una prima ricognizione della propria situazione previdenziale, è disponibile nel sito nazionale del Patronato Acli il test di autovalutazione online #inpensioneprima: un mezzo semplice e veloce per farsi una prima idea sulle proprie opportunità di pensionamento, da approfondire in un secondo momento con l’aiuto dei nostri operatori.

Per la pensione di vecchiaia, anche nel 2021 saranno necessari 67 anni di età e 20 anni di contributi: come già stabilito nel 2019, il requisito anagrafico resterà immutato fino a tutto il 2022. Due possibili varianti: chi ha 5 anni di contributi può andare in pensione a 71 anni, mentre per i lavoratori impiegati da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento in mansioni gravose, il pensionamento di vecchiaia è accessibile a 66 anni e 7 mesi con 30 anni di contributi. Capitolo a parte per la cosiddetta “pensione di anzianità anticipata contributiva”, per la quale occorrono 64 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati dopo il 31/12/1995. 

Anche per la pensione anticipata non ci sono modifiche: indipendentemente dall’età anagrafica, gli uomini possono andare in pensione una volta raggiunti i 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne la soglia contributiva da raggiungere è 41 anni e 10 mesi.

Come detto, il 2021 sarà l’ultimo anno della sperimentazione di Quota 100: anche quest’anno sarà possibile andare in pensione con almeno 62 anni di età e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni. I requisiti devono essere maturati entro il 31/12/2021: non sarà più possibile sfruttare questo canale con requisiti maturati dopo il 2021.

Per quanto riguarda opzione donna, la legge di Bilancio 2021 ha esteso la possibilità di fruizione alle lavoratrici che abbiano maturato determinati requisiti entro il 31 dicembre 2020. Indipendentemente dal momento della decorrenza della pensione, entro tale data dovrà essere stata maturata un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) o a 59 anni (per le lavoratrici autonome).

La Manovra 2021 ha infine prorogato a tutto il 2021 la sperimentazione della cosiddetta APE sociale, un’indennità corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici a soggetti che si trovino in particolari condizioni. Possono accedervi persone che maturino il requisito di età (63 anni) tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021 e che rientrino in una di queste categorie: disoccupati, lavoratori che assistono parenti con disabilità grave, invalidi civili (almeno al 74%), addetti a mansioni rischiose. Per le prime tre categorie è richiesta un’anzianità contributiva minima di 30 anni, che sale a 36 anni per la quarta. Confermato lo “sconto contributivo” per le donne con figli, nella misura di 12 mesi per ciascun figlio, per un massimo di 24 mesi.

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