Un’iniziativa dal basso per difendere la sanità pubblica. Per ribadire che il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, è un caposaldo irrinunciabile della nostra società. È partita in questi giorni la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e la valorizzazione del personale”, sostenuta anche dalle Acli e promossa da numerose associazioni della rete de “La Via Maestra” insieme a organizzazioni sociali, sindacali e civiche impegnate nella difesa della sanità pubblica.
La raccolta firme online è attiva a questo link, mentre di persona sarà possibile firmare in occasione delle giornate nazionali di mobilitazione che si terranno in tutta Italia nei luoghi di lavoro, nelle piazze e nei territori.
La proposta nasce dalla necessità di contrastare il progressivo indebolimento del Servizio Sanitario Nazionale e rilanciare i principi costituzionali di universalità, uguaglianza ed equità nell’accesso alle cure. Un impegno che in questi anni ha visto in prima linea anche le Acli Veneziane, grazie soprattutto al contributo e agli approfondimenti promossi dalla FAP Acli Venezia. Tramite dati e statistiche, ma anche attraverso la presenza sul territorio, sempre più in questi anni abbiamo raccolto le difficoltà di chi rinuncia alle cure, affronta tempi di attesa incompatibili con i propri bisogni o incontra ostacoli economici e sociali nell’accesso ai servizi sanitari.
Tra i punti centrali della proposta di legge c’è innanzitutto il progressivo aumento del finanziamento pubblico alla sanità fino ad almeno il 7,5% del PIL, in linea con i principali paesi europei. Riflettori accesi anche sul superamento dei tetti di spesa per il personale sanitario e sociosanitari, su nuove assunzioni stabili per rafforzare ospedali, servizi territoriali e assistenza di prossimità, sul potenziamento della sanità territoriale, delle Case di comunità e dell’assistenza domiciliare.
La proposta valorizza inoltre il ruolo del personale sanitario, prevedendo misure per rendere più attrattive le professioni della cura, migliorare le condizioni di lavoro e favorire il reclutamento di giovani medici, infermieri e operatori sanitari. Il tutto in un’ottica di riduzione delle liste d’attesa e di miglioramento dell’accesso alle cure.
Come recita l’introduzione della proposta, “il Servizio sanitario nazionale riflette storia, valori e priorità del nostro Paese. Con la legge 833/1978 e la Costituzione prima, l’Italia ha scelto di garantire il benessere individuale e collettivo, la prevenzione dei rischi in ogni ambito di vita e di lavoro e assicurare l’assistenza ai bisogni di salute. La sanità pubblica è fondamentale strumento per lo sviluppo economico e sociale, libera le persone dal timore di non avere i soldi per curarsi. Oggi il Servizio sanitario nazionale è in profonda crisi: persone e professionisti rischiano di arrendersi. La proposta di legge indica una strada alternativa alle tesi sull’insostenibilità del SSN, per dare risposte alle persone e fiducia ai professionisti”.
