“Lavoro” torni a far rima con “benessere”: dall’anteprima INS a Venezia parte la sfida

Un evento unico. In uno scenario ancor più unico. Per riflettere sul lavoro al tempo della transizione ecologica. Il 26-27 giugno Venezia ha ospitato l’anteprima del 57° Incontro Nazionale di Studi delle Acli, in programma a settembre a Verona. Aclisti da tutta Italia hanno partecipato ad una due giorni tra arte, musica, teatro, esplorazioni nel territorio, per capire come costruire una “transizione giusta”, in cui innovazione ambientale, sviluppo tecnologico, formazione e qualità del lavoro possano procedere insieme. E per sottolineare come non sempre “lavoro” faccia rima con “benessere”.

“A tutti voi un benvenuto a Venezia e un invito – ha sottolineato il presidente delle Acli di Venezia Pierangelo Molena in apertura dei lavori nella Scuola Grande di San Rocco -. Ascoltate questa città. Ascoltatene l’acqua, le pietre e soprattutto le persone. Le persone che si ostinano a viverla e che, vivendola, la amano. E che amandola vogliono collaborare per costruire un futuro sostenibile e aperto, solidale e accogliente”.

Particolarmente ricca la prima giornata, a cui sono intervenuti numerosi ospiti, tra cui il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. Tra i momenti centrali, la presentazione della ricerca di IREF Acli sui redditi da lavoro dipendente in Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia nel periodo 2020-2025, condotta tramite l’analisi dei 730 elaborati dal Caf Acli (qui le slide di presentazione). Un’indagine che restituisce una fotografia netta: il lavoro nel Nordest continua a produrre occupazione, ma sempre meno benessere. Tra i dati spicca infatti l’aumento medio dei redditi del 19%, completamente eroso però dall’inflazione cumulata. E poi la mobilità salariale praticamente azzerata, con il 79% del campione che nel 2025 si trova in una fascia di reddito invariata o addirittura inferiore rispetto al 2020. Infine il fenomeno sempre più diffuso del multi-job, ovvero di lavoratori con più contratti che però guadagnano in media circa 9.000 euro in meno di chi ha un unico datore di lavoro.

“Capire il lavoro nella nostra società – ha affermato Cristian Rosteghin, presidente delle Acli del Veneto è un dovere a cui non possiamo sottrarci. A partire da una terra come il Veneto che sul lavoro ha fondato, qualcuno direbbe fin troppo, la propria essenza, trovando forza e riscatto. Ed è proprio per questa essenzialità del lavoro che ci colpisce così profondamente la sua trasformazione, la sua progressiva perdita di valore, la sua non bastevolezza a garantire una vita piena e dignitosa. Come Acli dobbiamo stare vicino alle persone, ai lavoratori spaventati dalla transizione ecologica, digitale, economica, sociale. E dobbiamo agire politicamente, esigendo che le persone siano rimesse al centro“.

Sulla stessa linea di pensiero anche il presidente nazionale delle Acli Emiliano Manfredonia. “La vera sfida non è soltanto creare occupazione, ma alzare la qualità del lavoro. Il lavoro non è soltanto uno spazio economico: è uno spazio di vita, relazionale, di costruzione della società, ed è uno dei luoghi in cui si misura la qualità della nostra democrazia. Se una persona lavora e continua a non potersi permettere una casa, una famiglia o un futuro, quel lavoro non è davvero dignitoso”.

La giornata del sabato è stata invece dedicata alla visita di Venezia con quattro tour a piedi in altrettante aree del centro storico per provare a rileggere il tema del lavoro attraverso la storia, i monumenti e i mestieri della città, in un ponte tra passato e futuro.

“Siamo particolarmente orgogliosi di aver ospitato l’anteprima dell’Incontro Nazionale di Studi – commenta Molena -. Accogliere nella nostra città aclisti provenienti da tutta Italia per riflettere insieme sulle grandi trasformazioni del lavoro e della società è stata un’opportunità davvero preziosa. Venezia, con la sua storia, la sua bellezza e le sue contraddizioni, è un luogo ideale per interrogarsi sulla ricerca costante di un equilibrio tra uomo e ambiente, tra sviluppo e sostenibilità”.

Qui sotto la registrazione integrale dell’incontro alla Scuola Grande di San Rocco

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