Le Acli di Venezia a scuola: tanti stimoli e riflessioni dai percorsi del Progetto Con-tatto

Dallo spreco alimentare alle discriminazioni, dalle deportazioni fasciste a Venezia all’accoglienza di migranti nelle nostre città. Sono questi i temi che le Acli di Venezia hanno portato in questi primi mesi dell’anno in alcune scuole veneziane attraverso i laboratori realizzati nell’ambito del Progetto Con-tatto promosso dal Comune di Venezia.

Da gennaio 2024 ad oggi siamo entrati in 13 classi tra scuole elementari, medie e superiori, incontrando oltre 250 alunni e i loro insegnanti, proponendo attività ludio-educative e esperienze fuori aula. Un percorso denso di contenuti e di stimoli per affrontare, a “contatto” diretto con gli studenti e “con tatto”, argomenti che toccano la crescita e il vissuto dei nostri ragazzi. Nelle scuole elementari e medie abbiamo trattato il tema dello spreco del cibo, con lo scopo di sensibilizzare sulla necessità, etica, ambientale e sociale, di non gettare via gli avanzi dei pasti, anche in collegamento con il progetto “La mensa che non spreca”.

Con i ragazzi delle scuole superiori abbiamo affrontato il tema delle discriminazioni, ragionando sui diritti, doveri, opportunità e responsabilità di ciascuno nei confronti del prossimo e dei propri compagni. Colore della pelle, religione, lingua, provenienza, censo, disabilità sono gli aspetti della diversità che generano discriminazione ma che nel contempo i ragazzi considerano parte integrante del loro vissuto. Un modo per stimolare l’idea che è nella diversità la ricchezza di ciascuno e del gruppo di appartenenza, che sia la propria classe che la propria squadra di calcio!

Altro tema proposto nelle scuole superiori è stato quello delle Pietre d’inciampo a Venezia. I ragazzi sono stati guidati a riflettere sul significato profondo che ha accompagnato le deportazioni veneziane del 1943 e del 1944, riflettendo sul perché della brutalità, dell’accanimento e dell’odio espresso in quella fase storica. Ma anche sull’indifferenza che allora come oggi affligge la nostra società, come dimostra ad esempio la situazione a Trieste dei migranti reduci dalla rotta balcanica di cui è stata data testimonianza durante gli incontri. Un percorso della memoria guidato dal prof. Claudio Peressin, che si è dipanato anche attraverso i brani di Primo Levi dedicati alle vittime ebree veneziane, in virtù dell’amicizia nata proprio ad Auschwitz tra lo scrittore e un ebreo veneziano deportato, Luciano Mariani.

Un grazie di cuore agli insegnanti che hanno scelto i nostri laboratori, permettendoci di lavorare con le scuole primarie Pascoli (Campalto), Pellico (Mestre), Renier Michiel (Venezia), Battisti (Mestre), Canal (Venezia), con le scuole medie Don Milani (Gazzera) e Spallanzani (Mestre) e con gli istituti superiori Stefanini (Mestre), Gritti (Mestre), Barbarigo (Venezia), Algarotti (Venezia) e Luzzatti (Gazzera).

Nell’immagine sopra le riflessioni di due studenti che hanno partecipato al percorso sulle Pietre d’inciampo. “Io nel mio piccolo ho sempre avuto la mentalità aperta cercando sempre di dare una mano ai più bisognosi, quindi la visione di certi filmati e l’ascolto di certe storie hanno incentivato ancora di più la mia voglia di cambiare una situazione (…) impregnata di disuguaglianze sociali, razzismo e disparità di diritti”. “Questa esperienza è riuscita a rendermi empatico nei confronti di coloro che vivono situazione complicate (…) arrivando da paesi in cui la guerra e la povertà distruggono le speranze dei ragazzi costretti a decidere se continuare a vivere con la paura di morire o cercare di trovare una soluzione diversa in paesi diversi dal loro.”

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