Alleanza contro la Povertà: non togliamo il Reddito di cittadinanza a chi ha bisogno

L’Alleanza contro la Povertà, la rete di associazioni e soggetti sociali – tra cui le Acli – che dal 2013 contribuisce alle politiche pubbliche contro la povertà assoluta in Italia, interviene sugli ultimi dati relativi al Reddito di cittadinanza diffusi dall’INPS. Secondo le statistiche, sono ben 400 mila le famiglie beneficiarie della misura di contrasto alla povertà che hanno perso la mensilità di ottobre, pur avendo i requisiti per avere il rinnovo. La normativa prevede infatti che il RdC sia erogato al massimo per 18 mesi, a prescindere dalla sussistenza della condizione di bisogno, con la possibilità di chiedere il rinnovo del beneficio ma con la certezza di perdere un mese di erogazione.

Non è il momento storico di togliere un sostegno economico a chi permane in una condizione di bisogno – sottolinea in una nota l’Alleanza -. Nei prossimi mesi saranno altre centinaia di migliaia le famiglie che si vedranno interrompere il Reddito di cittadinanza pur restando nei parametri economici per riceverlo, così come è e sarà drammaticamente crescente il numero di persone che vedrà la propria condizione di vita peggiorare per le conseguenze economiche e sociali della crisi. A queste migliaia di persone il Governo deve garantire un sostegno adeguato, a partire da chi è o rischia di cadere in condizione di povertà”.

Da qui l’appello dell’Alleanza contro la Povertà al Governo, affinché nella predisposizione della Legge di Bilancio siano accolte le proposte della stessa Alleanza per migliorare e rafforzare il Reddito di cittadinanza e la sua capacità di contrastare la povertà, sostenendo e prendendo in carico le persone in difficoltà.

Queste, in dettaglio, le misure proposte dall’Alleanza:
eliminare la sospensione di un mese per i nuclei che hanno diritto al rinnovo;
sostenere le famiglie numerose e con minori, sostituendo l’attuale scala di equivalenza con quella ISEE;
sostenere chi è caduto recentemente in condizioni di povertà, innalzando temporaneamente la soglia ISEE di accesso alla misura a 15.000 euro e modificando i requisiti patrimoniali, facendo confluire sul RdC chi ha fino ad ora beneficiato del Reddito d’emergenza;
− agevolare l’utilizzo dell’ISEE corrente anche in presenza di una recente perdita di patrimonio;
non discriminare i cittadini stranieri, riducendo a 2 gli anni di residenza ed eliminando l’obbligo di presentazione di certificazione aggiuntiva;
rafforzare i servizi sociali dei Comuni, incrementando il Fondo Povertà e assumendo il personale ad essi dedicati;
− assicurare a tutti i nuclei beneficiari del RdC la valutazione multidimensionale dei bisogni e un’adeguata presa in carico.