Primo Maggio, torniamo in piazza a Martellago per riflettere su lavoro e famiglia

Dopo due anni di pausa forzata causa della pandemia, finalmente possiamo tornare a celebrare la Festa del Lavoro come merita. Domenica 1° maggio saremo dunque a Martellago, dove i tradizionali festeggiamenti si inseriranno in una più ampia iniziativa promossa dalle Acli di Venezia e Treviso, l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Treviso e le associazioni Famiglia 2000 e Pro Martellago.

L’appuntamento è alle 9.30 in piazza Bertati per la Santa Messa presieduta dal Vescovo di Treviso mons. Michele Tomasi, che si concluderà con la tradizionale benedizione degli automezzi e dei macchinari agricoli.

A seguire, alle ore 11, ci sposteremo nell’auditorium SS. Salvatore, dove il Vescovo Michele dialogherà con Valentina Cremona (imprenditrice e componente della Commissione regionale per le pari opportunità) e Nicola Panarella (segretario FIM Cisl Veneto) sul tema “Famiglia e lavoro: un’alleanza possibile”.

Sarà l’occasione per un riflettere su un particolare aspetto del tema lavoro, in questo momento più attuale che mai. Soprattutto ora che la pandemia ha sdoganato completamente il tema dello smart working e l’inverno demografico chiede con sollecitudine un preciso cambio di rotta. Perché si parla spesso di conciliazione famiglia-lavoro. Ma il termine stesso “conciliazione”, mutuando il significato processuale, ci rimanda alla composizione di una lite, a un iniziale conflitto. È necessario invece pensare ad un’alleanza tra famiglia e lavoro, un patto di unione per raggiungere uno scopo comune, quello di riempire di significato il percorso di vita. Urge un cambio di paradigma, superare lo storico dualismo percepito da lavoratori, imprese, parti sociali, pubblica amministrazione: lavoro e famiglia devono stare dalla stessa parte.

Perché, come ha scritto Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, “il lavoro è la base su cui costruire la giustizia e la solidarietà in ogni comunità”. Per questo “non si deve cercare di sostituire sempre più il lavoro umano con il progresso tecnologico: così facendo l’umanità danneggerebbe sé stessa. Il lavoro è una necessità, è parte del senso della vita su questa terra, via di maturazione, di sviluppo umano e di realizzazione personale. Dobbiamo unire le idee e gli sforzi per creare le condizioni e inventare soluzioni, affinché ogni essere umano in età lavorativa abbia la possibilità, con il proprio lavoro, di contribuire alla vita della famiglia e della società”.

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