Quale futuro per la sanità nel Miranese? Il 3 dicembre convegno a Scorzè con Acli e Cisl

Nuovo incontro di approfondimento promosso a Scorzè dal Circolo Acli Scorzè-Noale e da FNP Cisl con il patrocinio del Comune di Scorzè. Dopo gli incontri di ottobre dedicati al tema del caro energia e in attesa di un prossimo appuntamento sulla sicurezza, sabato 3 dicembre riflettori accesi sulla sanità locale (e non solo) con il convegno “Sanità e assistenza – Uno sguardo a tutto campo sul Miranese”. A partire dalle 9.30 in Sala Gatto (dietro il municipio), una ricca platea di ospiti analizzerà lo stato e le prospettive del sistema sanitario, stretto tra le sfide poste dagli effetti della pandemia e dal progressivo invecchiamento della popolazione.

Dopo i saluti del sindaco di Scorzè Nais Marcon, Rossella Giacomin (presidente Circolo Acli Scorzè-Noale) e Luigino Michelon (coordinatore FNP Cisl Venezia), interverranno nell’ordine Franco Marchiori (Segreteria FAP Acli Venezia, autore dello studio “Sanità e Disuguaglianze”), Roberto Zanibellato (già medico di base a Scorzè),  Carlo Zoia (farmacista e vicepresidente Federfarma), Franco Bellato (Anteas Avas Scorzè), Gianangelo Favaretto (presidente IPAB Mariutto Mirano), Vania Noventa (direttore UOC Cure primarie Distretto Mirano-Dolo Aulss 3), Massimo Grella (segretario FP Cisl Venezia). Introduce e coordina Alessio Bui del Circolo Acli Scorzè-Noale.

“La pandemia – sottolineano gli organizzatori – ha accresciuto la sensazione di incertezza e il bisogno di protezione delle persone. Al di là degli effetti diretti del virus, ha evidenziato tutte le difficoltà del nostro sistema sanitario, in termini di risorse disponibili, personale e organizzazione sul territorio per affrontare l’emergenza. Al contempo la popolazione sta invecchiando, una tendenza che avrà un forte impatto sulle politiche di protezione sociale che dovranno fronteggiare i fabbisogni di una quota crescente di anziani. In sintesi, anche sul nostro territorio cresce la domanda di prestazioni e diminuiscono le risorse. Che fare? Una domanda fondamentale per il futuro delle nostre comunità, a cui cercheremo di dare una prima risposta in occasione del convegno del 3 dicembre”.

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