Quattordicesima ai pensionati, c’è ancora tempo per presentare la domanda

Ogni anno, nel mese di luglio, milioni di italiani ricevono una prestazione chiamata “somma aggiuntiva”, più conosciuta come quattordicesima mensilità.

A questa prestazione hanno diritto tutti i pensionati che abbiano compiuto 64 anni di età anagrafica e in presenza di determinate condizioni reddituali. Il reddito di riferimento anche se il pensionato è coniugato è solo quello individuale, composto oltre che dalla pensione stessa anche dai redditi di qualsiasi natura. Una categoria, quest’ultima, da cui sono esclusi trattamenti di famiglia, indennità di accompagnamento, indennità per i ciechi parziali, indennità di comunicazione per i sordomuti, pensioni di guerra e reddito della casa di abitazione principale. 

L’importo della somma aggiuntiva varia in base a due elementi. Da un lato l’anzianità contributiva complessivamente maturata nella gestione in cui è stata liquidata la pensione, cioè da dipendente o da autonomo. Dall’altro lato la fascia di reddito posseduta dal pensionato, una inquadrata entro un limite di reddito pari a 1,5 volte il trattamento minimo (10.003,69 euro), l’altra invece fino a 2 volte il trattamento minimo (13.338,26 euro). Per il dettaglio degli importi spettanti è possibile consultare la tabella pubblicata nel sito del Patronato Acli.

Per chi a luglio non avesse ricevuto la somma aggiuntiva ma ne avesse diritto, si consiglia di recarsi presso gli uffici del Patronato ACLI al fine di attivare una ricostituzione reddituale. In tal modo l’Inps potrà conoscere il reddito del pensionato ed erogare la prestazione. 

(fonte www.patronato.acli.it)

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