Reddito di Cittadinanza, è tempo di rinnovo per i primi beneficiari

Reddito di cittadinanza, richieste al Patronato Acli

Nel mese di ottobre migliaia di percettori del Reddito di cittadinanza non stanno ricevendo l’assegno mensile: a fine settembre, infatti, è scaduto per i primi beneficiari il termine di 18 mesi in cui hanno avuto diritto al sostegno. Scaduto tale termine, i beneficiari possono presentare la domanda di rinnovo, ovviamente se ancora in possesso dei requisiti economici e reddituali richiesti: in tal caso continueranno a percepire il sussidio per ulteriori 18 mesi, previa comunque la sospensione dell’erogazione per un mese

Per esempio, chi ha iniziato a percepire il Reddito di Cittadinanza dal 1° aprile 2019 a settembre 2020 riceverà l’ultimo accredito e nel mese di ottobre, nella permanenza dei requisiti, potrà presentare la domanda di rinnovo, che porterà alla ripresa del sostegno dal mese di novembre. La sospensione non riguarda le Pensioni di cittadinanza, che continueranno ad essere erogate senza bisogno di rinnovi.

Per il rinnovo del RdC è necessario in primo luogo dotarsi dell’attestazione ISEE 2020, anche presso il Caf Acli, mentre per l’inoltro della domanda è possibile rivolgersi al Patronato Acli. Tutti gli utenti che hanno presentato la prima domanda tramite i Servizi Acli riceveranno un’apposita comunicazione personalizzata, con tutte le istruzioni per procedere al rinnovo.  

I requisiti per il rinnovo sono invariati rispetto alla prima domanda presenta. Tra le voci principali ricordiamo (per i dettagli consultare il sito ufficiale del Reddito di cittadinanza):
 essere cittadini italiani, europei o soggiornanti di lungo periodo, a condizione di risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in via continuativa;
 ISEE 2020 del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro;
 patrimonio immobiliare, cioè terreni e fabbricati diversi dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
– patrimonio mobiliare (denaro depositato sul conto corrente bancario o postale, o investito in titoli ed obbligazioni) non superiore a 6.000 euro, tetto che aumenta in funzione del numero di componenti del nucleo famigliare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso;
reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. 

Rimangono inalterati anche gli obblighi previsti dalla normativa per i percettori del RdC, come quello di partecipare agli incontri o ai corsi di riqualificazione professionale per il reinserimento nel mercato del lavoro. Con il rinnovo, invece, variano le norme sull’accettazione dell’offerta di lavoro congrua. Se nei primi 12 mesi di fruizione del sussidio l’offerta di lavoro era considerata congrua entro i 100 chilometri da casa, e dai 12 ai 18 mesi entro i 250 chilometri, con il secondo periodo di fruizione del RdC l’offerta viene invece considerata congrua se viene fatta su tutto il territorio italiano, anche se si tratta di prima offerta (con eccezioni se nel nucleo sono presenti persone con disabilità o minori). La decadenza del Reddito di Cittadinanza viene applicata già al primo rifiuto dell’offerta di lavoro congrua.