Spese per gli studi universitari: breve guida alle detrazioni

Non sono asili, scuola dell’obbligo e istruzione secondaria. Anche molte delle spese collegate all’istruzione universitaria sono detraibili in sede di 730. Ecco una breve guida per orientarsi, all’inizio del nuovo anno accademico, anche dal punto di vista fiscale (attenzione: le aliquote, i tetti di spesa e i requisiti riportati di seguito si riferiscono al 730/2020 e quindi occorrerà attendere la loro conferma/modifica nel 730/2021)

Il primo documento da conservare per la prossima denuncia dei redditi è la quietanza di pagamento delle varie rate delle tasse universitarie, che non possono essere dichiarate attraverso semplici autodichiarazioni. Ricordiamo che in questa agevolazione fiscale rientrano le tasse di immatricolazione ed iscrizione, le soprattasse per esami e laurea, la partecipazione ai test di accesso. Possono beneficiarne gli studenti iscritti a corsi di istruzione universitaria, a corsi post-laura (master, dottorati di ricerca, corsi di specializzazione e perfezionamento), agli istituti tecnici superiori (ITS) e a conservatori e istituti musicali pareggiati.

La detrazione del 19% è calcolata sull’intera spesa sostenuta nel caso lo studente frequenti un’università statale. Nel caso invece di università private, l’importo ammesso alla detrazione non deve essere superiore a quello stabilito annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del MIUR, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali nelle diverse aree geografiche e nelle varie macro-aree disciplinari.

Sul fronte della mobilità casa-università, sono detraibili, sempre al 19%, le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale, con un tetto massimo di 250 euro.

Altra importante voce di spesa per gli studi universitari è quella dell’affitto, ovviamente per gli studenti fuorisede. Anche questo onere è detraibile al 19%, a patto che si verifichino alcune condizioni. In primo luogo lo studente deve essere iscritto ad un ateneo avente sede in una provincia diversa da quella di residenza e, comunque, ad almeno 100 chilometri di distanza dal proprio comune. In secondo luogo l’affitto deve essere regolato da un contratto di locazione stipulato a norma di legge. Possono valere in alternativa anche gli “atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati dagli studenti con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro o cooperative”. A differenza della detrazione delle spese di frequenza, il beneficio relativo all’affitto non è usufruibile da studenti iscritti a corsi post-laurea.

Un’ultima fondamentale annotazione: la Legge di Bilancio 2020 ha introdotto lobbligo di pagare con strumenti tracciabili (bancomat, carte di credito, carte prepagate, bonifici bancari o postali), per la grande maggioranza delle spese che danno diritto alle detrazioni Irpef del 19%. Tra queste rientrano anche le spese per l’istruzione universitaria, che per essere detratte dalla prossima denuncia dei redditi non potranno dunque essere effettuate in contanti.

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