Un nuovo coraggio sociale: l’esortazione del Vescovo Michele alle Acli di Venezia e Treviso

Abbiamo bisogno di un nuovo coraggio sociale. Il coraggio di fare le cose assieme. Di fare delle nostre comunità, come ci invita Papa Leone, case della pace dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono”. È questo il centro dell’esortazione che il Vescovo di Treviso Michele Tomasi ha rivolto alle Acli di Venezia e Treviso in occasione dell’inaugurazione della campagna tesseramento 2026, svoltasi a Spinea, presso la parrocchia dei SS. Vito e Modesto, domenica 18 gennaio (qui le foto della giornata). Una mattinata, organizzata in collaborazione con il locale Circolo Acli, la Collaborazione pastorale di Spinea e il Circolo NOI, ricca di spunti e di riflessioni, nel tentativo di tracciare rotte per rendere concreto il tema della campagna 2026, “La pace in azione”.

Il Vescovo Michele ha partecipato ad un incontro pubblico nell’oratorio Giovanni Paolo II, dedicato proprio ai temi della pace, della democrazia e dalla partecipazione, presenti anche i presidenti provinciali delle Acli di Venezia e Treviso, Pierangelo Molena e Alessandro Pierobon, il presidente regionale Cristian Rosteghin e il sindaco di Spinea Franco Bevilacqua.

In un dialogo aperto e franco con un gruppo di giovani, il Vescovo ha spiegato che “il conflitto esiste, è nell’ordine delle cose. Esiste in famiglia, nel lavoro, nel mondo, laddove posizioni e interessi legittimi e differenti entrano in contrasto. Ma ci sono anche tanti percorsi, la trattativa, il dialogo, la mediazione, l’ascolto vero dell’altro, che si possono attivare prima che il conflitto sfoci in una contrapposizione netta. Se voglio la pace preparo la pace, non la guerra, perché i mezzi devono essere della stessa natura dei fini”.

“Delle Acli – ha sottolineato mons. Tomasi – ho sempre apprezzato la declinazione al plurale del nome, segno di una ricerca di unità nella diversità, a servizio delle esigenze dei singoli territori. Una storia che è stata anche travagliata, ma laddove i cristiani si uniscono per il bene comune, nasce uno strumento a servizio dell’amore e della fantasia del Padre per l’uomo”.

L’importante è non arrendersi alla rassegnazione. “Se ottant’ani fa qualcuno, guardando la distruzione della guerra, avesse pensato che era tutto inutile, non avremmo le Acli, non avremmo avuto il periodo di pace in Europa più lungo della storia. Viviamo sicuramente tempi cattivi, ma se non provo a mettere in moto un cambiamento, sicuramente questo cambiamento non arriverà”.

La mattinata si è conclusa con la santa messa in parrocchia, concelebrata con i due parroci della Collaborazione di Spinea don Riccardo Zanchin e don Angelo Visentin.

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