Il Villaggio Acli ha trasformato, venerdì 18 settembre, il cuore di Mestre in uno spazio di incontro, dialogo e partecipazione. Una pomeriggio intenso, che ha visto i gazebo delle realtà della rete delle Acli Veneziane animare via Poerio e accompagnare cittadini e famiglie alla scoperta dei servizi, delle attività e dell’impegno associativo, culminando con la lettura pubblica della Magnifica Humanitas davanti al Duomo di San Lorenzo.
Proprio questo momento ha rappresentato il cuore più profondo dell’iniziativa. La lettura condivisa del testo ha dato voce a una convinzione che attraversa da ottant’anni l’esperienza delle Acli Veneziane: la persona viene prima di tutto, nella sua dignità, nelle sue relazioni, nel suo bisogno di essere ascoltata e accompagnata. Leggere insieme, in uno spazio aperto alla città, ha significato trasformare parole e riflessioni in un gesto comunitario, capace di unire credenti e non credenti attorno ai valori della fraternità, della pace, del lavoro dignitoso e della giustizia sociale.
In un tempo segnato da polarizzazioni, diffidenza e crescente individualismo, la scelta della lettura pubblica ha assunto un valore che va oltre l’aspetto culturale. È stato un invito a rallentare, ad ascoltare, a riconoscersi parte di una stessa comunità. Perché le parole acquistano forza quando vengono condivise e diventano occasione di dialogo, contribuendo a ricostruire quel tessuto di relazioni di cui le nostre città hanno sempre più bisogno.
“Con il Villaggio Acli – commenta il presidente provinciale Pierangelo Molena – abbiamo voluto portare la nostra realtà in mezzo alle persone, non solo per presentare i nostri servizi, ma per testimoniare uno stile. La lettura della Magnifica Humanitas è stata il momento che meglio ha espresso il senso della giornata: fermarsi insieme per riflettere sul valore della persona, sulla pace, sulla solidarietà e sulla responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti degli altri. In una società che corre veloce e rischia di lasciare indietro i più fragili, leggere insieme significa scegliere il dialogo invece dell’indifferenza e costruire comunità partendo dalle parole che ci aiutano a riconoscere l’umanità dell’altro.»
Il Villaggio Acliha confermato così una scelta precisa: essere presenti nei luoghi della vita quotidiana, facendo incontrare servizi, volontariato, formazione e impegno civile. Una presenza che non si limita a rispondere ai bisogni, ma che desidera creare occasioni di partecipazione, favorire relazioni e alimentare una cultura della prossimità.
“La positiva partecipazione registrata durante tutta la giornata – conclude Molena – conferma che esiste il desiderio di luoghi in cui fermarsi, confrontarsi e riscoprire il valore dello stare insieme. È da questi gesti semplici, ma ricchi di significato, che può nascere una comunità più consapevole, capace di trasformare i valori in azioni quotidiane e di fare della pace, della solidarietà e della dignità della persona un impegno concreto”.

